Anche “Birra d’Estate in Fiera” è manifestazione culturale?

Promuove il consumo di bevande alcoliche, usufruisce del patrocinio comunale e delle esenzioni derivanti dall’egida culturale “Cuore Scalzo”.

Cronaca/di Redazione

Galatina – Dopo il patrocinio concesso per il torneo di bridge nell’ex Convento di S. Chiara pensavamo che l’Amministrazione comunale in questo campo avesse toccato il fondo e si fosse acchetata. Invece no, la premiata ditta “Amante & C” ha deciso di stupirci ancora.

Se quella del torneo di bridge era stata grossa questa del patrocinio concesso alla manifestazione “Birra d’Estate Festival” non è da meno anzi forse lo è ancor di più. Qual’è il significato della concessione del patrocinio del Comune di Galatina allo svolgimento di questa manifestazione organizzata da soggetti esterni all’Amministrazione?

Oltre all’uso del simbolo dell’Ente sul materiale promozionale, il patrocinio è il riconoscimento morale (quando non è oneroso) concesso a manifestazioni ritenute dall’Amministrazione rilevanti e significative per le loro finalità culturali, scientifiche, educative e sociali.

Ora Sindaco e Giunta comunale potrebbero spiegarci cosa ci sta di culturale, scientifico, educativo e sociale in una manifestazione il cui unico scopo è quello di promuovere a fini commerciali il prodotto ed indurre al consumo dello stesso?

Roba da non crederci, mentre il mondo intero conduce battaglie mediatiche per indurre ad eliminare l’uso di bevande alcoliche o quantomeno farne un uso assai parsimonioso noi ci comportiamo esattamente al contrario.

Nulla in contrario contro manifestazioni di tal genere ma lasciamole all’iniziativa privata e principalmente facciamo pagare tutte le tasse dovute alla stessa stregua come loro si pagheranno per tre giorni il bicchiere di birra. Noi, invece, concediamo il patrocinio con annesse tutte le agevolazioni economiche previste per le manifestazioni cooptate sotto l’egida del “Cuore Scalzo” che come è risaputo, lo ripetiamo per gli increduli, produce e promuove cultura.

E’ un po come succede con lo Stato biscazziere che lucra sulle disgrazie dei ludopati ma si lava la coscienza facendo scrivere sui messaggi pubblicitari che il gioco può creare dipendenza. Nel nostro caso neanche quello, solo il simbolo della città e le sottostanti agevolazioni economiche.