Anche Collemeto avrà il suo Ecocentro?

Tra il dire ed il fare c’è di mezzo…..la Corte dei Conti

FieraCronaca/ di P.Z.

Galatina – Facendo seguito ad un Avviso Pubblico della Regione Puglia con cui vengono messi a disposizione dei Comuni pugliesi 62.000.000,00  di euro al fine di incentivare, per una parte, la raccolta differenziata dei rifiuti attraverso l’incremento della pratica del compostaggio domestico e per l’altra favorendo il completamento di centri comunali ed intercomunali di raccolta differenziata, la Giunta Comunale di Galatina ha deliberato di partecipare con un proprio progetto per la realizzazione nella frazione di Collemeto di un centro di raccolta rifiuti differenziati.

Per questa seconda direttiva (Ecocentri) la Regione ha messo a disposizione 30.000.000 di euro ed i Comuni interessati possono presentare proposta per la realizzazione di un proprio Ecocentro comunale per un finanziamento massimo di 300.000 euro, oppure un Centro intercomunale per un importo massimo di 350.000 euro.

Si può presentare un’unica proposta ed il Comune di Galatina presenta, come già detto, un progetto per la realizzazione di un Ecocentro  nella frazione di Collemeto.

Per la valutazione delle proposte ritenute ammissibili la Regione terrà conto di criteri inerenti la cantierabilità tecnico amministrativa del progetto, la qualità progettuale dello stesso con riferimento alle caratteristiche ed alla tipologia dei rifiuti conferibili, il livello di automazione del centro raccolta, la sostenibilità ambientale (che non sia ad esempio a ridosso di un Quartiere Fieristico o dell’area del mercato settimanale etc..) ed infine in base all’entità della compartecipazione finanziaria del soggetto proponente sull’importo complessivo del progetto.

Quest’ultimo criterio di valutazione merita una riflessione  più approfondita. Dal quadro economico del progetto esecutivo si ricava che i 300.000 euro della richiesta sono composti da 189.398,41 euro per importo dei lavori soggetti a ribasso; 27.284,97 l’ importo per forniture di materiali e 3.650 gli oneri di sicurezza.

A ciò bisogna aggiungere Iva al 10%, l’incentivo per le funzioni tecniche ed altre piccole spese di piccoli calibro. In tutta la Delibera, la n. 127 del 28 novembre non troviamo traccia, proprio di quell’elemento che è l’entità della compartecipazione finanziaria che il Comune intende inserire nella proposta.

La cosa non è di scarso rilievo perché vorrei ricordare agli smemorati che abbiamo inibizioni ben precise da parte della Corte dei Conti proprio in virtù della situazione di predissesto in cui vive il Comune: la prima riguarda il non dover contrarre ulteriori debiti di durata pluriennale, la seconda è la partecipazione a bandi di gara in cui vi sia compartecipazione finanziaria dell’Ente.

Dette restrizioni, unitamente ad altre, furono codificate dalla Giunta Montagna in una Delibera in direttive politiche inderogabili ai fini del risanamento comunale, furono sottoposte alla Corte dei Conti, accettate da questa e, seppur sotto “amministrazione controllata”, grazie ad esse ci fu concessa una tregua. Ora apprendiamo che stiamo partecipando ad un finanziamento per 300.000 euro con quota compartecipativa del Comune.

Non sarebbe stato meglio chiedere un parere preventivo alla Corte dei Conti? L’augurio è che ciò sia stato fatto visto che costi tecnici sono stati già sopportati e se il tutto non dovesse andare a buon fine almeno si potrà solo dire….”abbiamo tentato”. Diversamente ci sarebbe molto altro da aggiungere.