Assegnano l’incarico… poi scoprono che i soldi non ci sono.

Volevano utilizzare economie di mutui per pagare spese correnti

Palazzo LL.PPCronaca/ di Redazione

Galatina – Eccoci davanti ad un’altra vicenda che si snoda tra atti pubblici che forniscono una ulteriore prova provata di quanta approssimazione e buonismo ci sia nella valutazione delle performance di risultato dirigenziali e dei relativi incentivi economici elargiti di cui abbiamo parlato giorni fa.

E’ un esempio che ci dimostra quanta approssimazione, scarsa competenza e qualità ci sia in alcuni Dirigenti del comune di Galatina nella gestione della propria area di competenza.

Vi descrivo i fatti. Si snodano tra Direzione dei Lavori Pubblici e Ragioneria Generale.

Nel 2015 viene conferito dalla Direzione dei Lavori Pubblici un incarico ad una Società locale per la realizzazione di un progetto per la realizzazione di un Centro comunale per la raccolta di rifiuti differenziata nella frazione di Collemeto.

Successivamente per poter partecipare al bando di cui all’Avviso Pubblico Regionale Por Puglia 2014-2020 si era reso necessario dover nuovamente intervenire sul progetto iniziale per apportare alcune modifiche che hanno comportato anche un ulteriore incremento di spesa totalae di 1.268, 80 euro.

Qui giunge la genialità della dirigente dei lavori Pubblici arch. Taraschi, la quale con il medesimo atto di approvazione degli interventi di modifica al progetto ed all’assegnazione dell’incarico alla medesima Società, stabilisce anche che al fine del pagamento delle competenze professionali dei progettisti si sarebbero utilizzati economie di mutui degli anni precedenti.

Che l’arch. Taraschi faccia di queste buche clamorose ormai non ci si meraviglia più di tanto, con l’attenuante generica che, tralasciando per un attimo che un Dirigente deve in ogni caso essere in grado di “dirigere” a 360 gradi la sua Direzione, lei resta pur sempre alla fin fine un tecnico della progettazione e potrebbe anche “sfuggirle” che le economie di mutui non possono essere utilizzate per pagare spese correnti.

Meraviglia, piuttosto, ancor di più, chi ha rilasciato il parere favorevole di regolarità contabile di quell’atto e come sia mai stato possibile un abbaglio del genere che trattandosi di somme irrisorie ha permesso di recuperare una pezza con cui rammendare il lenzuolo, ma provate a pensare se si fosse trattato di cifre più impegnative cosa sarebbe successo.

La pezza recuperata è stata quella di far spostare dalla Direzione Servizi Finanziari le somme dall’iniziale capitolo di spesa a quello dei “Compensi Professionali” provvedendo all’impinguamento dello stesso capitolo tramite storno di 1.330 euro dal capitolo “Spese legali della Direzione Lavori Pubblici”.

Insomma, in sostanza, ancora una volta era stato conferito un incarico senza la relativa imputazione delle somme in bilancio. Quella che avevano utilizzato era illegale.