Avreste potuto scrivere già nell’Avviso di selezione il nome del neo Dirigente dell’Area Tecnica

I requisiti richiesti li possiede solo un dipendente.

 

Palazzo LL.PPCronaca/ di p.z.

Galatina – Peccato non sia stato scritto sul bando di gara anche il nome e cognome del candidato destinato a ricoprire quell’incarico. Si trattasse di una scommessa vincerla sarebbe stata la cosa più banale di questo mondo. 

Non lo facciamo neanche noi per una serie di motivi anche se per una serie di indizi (meglio definirle certezze) che evidenzieremo, vedrete che neanche voi, cari lettori, potrete sbagliare ad individuare il soggetto perché è come se qualcuno di vostra conoscenza fosse andato da un sarto a confezionarsi un abito senza dirvi niente ma essendo le sue misure ed il suo modo di vestire eccentrico sia talmente particolare che non avreste alcuna difficoltà a capire chi lo porterà addosso.

Trattasi dell’Avviso del 28 marzo, destinato al personale interno del comune di Galatina, per il conferimento di un incarico a tempo determinato, per la copertura di un posto di dirigente tecnico per la Direzione Territorio e Qualità Urbana. Per capirci meglio stanno coprendo il posto lasciato vuoto dall’arch. Taraschi.

Le modalità di selezione si svolgeranno tramite procedura selettiva comparativa. E’ un modo di dire, giusto per far apparire qualcosa diversa da ciò che effettivamente è per il semplicissimo motivo che ci sarà una sola domanda di partecipazione. Qualora ce ne fosse più di una può solo trattarsi di qualcuno che non sa leggere o capire di che natura sono i requisiti richiesti. Alternativa confondere le idee.

Primo requisito: l’Avviso è rivolto ai soli dipendenti di ruolo inquadrati nella categoria giuridica D3 che abbiano conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione di Ingegnere e/o Architetto. Con questa prima limitazione la cerchia dei dipendenti interni che possono partecipare alla selezione è già ristretta a due unità.

Secondo requisito: deve essere o essere stato titolare di incarico di Posizione Organizzativa o di Alta Professionalità, per l’esercizio di funzioni tecniche. Con questo secondo requisito è stato fatto fuori scientificamente anche uno dei due dipendenti con laurea specifica. Ad essere ingegnere o architetto e ad essere stato titolare di incarico di posizione organizzativa o di Alta professionalità in tutta la struttura dell’Ente vi è un solo professionista. Scoprite chi è e scoprirete anche chi sarà il selezionato.

Visto inoltre che l’Avviso per la selezione di un esperto avvocato a insegnato poco vorremmo ritornare, anche se servirà a ben poco, ai criteri selettivi. La Commissione deve necessariamente essere costituita da un numero dispari di componenti per cui nella parte in cui la Dirigente scrive : ” La valutazione dei curricula è effettuata da una apposita Commissione composta dal Segretario Generale dell’Ente, dal Dirigente della Struttura competente in materia di personale e organizzazione, eventualmente integrata da altro componente con qualifica di Dirigente Tecnico di altra amministrazione pubblica”. Togliete eventualmente integrata” e inserite “obbligatoriamente integrata” .

Ciò principlamente per due motivi, il primo per la necessità che una commissione sia costituita da un numero dispari di componenti, capite il perché vero? Il secondo per via della necessità di avere all’interno della Commissione un tecnico della materia. Vorrei proprio vedere i due avvocati facenti parte della Commissione (Dirigente degli Affari Generali e Segretario Generale) valutare ed eventualmente colloquiare su curricula tecnici, preparazione professionale, conoscenze approfondite della disciplina di riferimento etc., etc.

Dalle valutazioni fatte dalla Commissione, saranno poi selezionati, come scrivono, un numero massimo di tre candidati (che ottimismo, facciamo due dai, la monetina ha solo due faccia) , che saranno sottoposti alla valutazione finale del sindaco che, come nel caso dell’esperto avvacato, tirerà fuori dal taschino la sua monetina e tirerà a sorte.

Ma dico io si può mai valutare un candidato senza aver stabilito prima un criterio oggettivo di valutazione per ogni singolo titolo o requisito? Sarà il dott. Bolognino o l’avv. Pasanisi a decidere insindacabilmente la qualità ed il valore di un titolo rispetto ad un’altro?

Vi sembra si possa possa affrontare con questi criteri e metodi una selezione attraverso la quale dovrà essere scelto chi dovrà dirigere un settore vitale per la vita della città? Se poi anziché partecipare per vincere ci si accontenta di essere 72.mo su 83 partecipanti allora, se ve lo permettono, continuate tranquillamente così, la strada è quella giusta….da repubblica delle banane.