Caporalato: spezzare lo sfruttamento per difendere le aziende oneste.

I lavoratori stranieri che rappresentano circa il 25 per cento del numero complessivo di giornate di occupazione del settore.

Cronaca/di Readzione

I tragici episodi degli ultimi giorni- denuncia Coldiretti nell’esprimere profondo cordoglio per i lavoratori rimasti vittime dei due incidenti stradali – impongono una definitiva e accurata analisi delle distorsioni in atto per dare un nome e un volto a chi impiega i migranti in contesti di illegalità e in quali settori economici vengono sfruttati, in modo da stanare i colpevoli ed evitare di criminalizzare tutto il comparto agricolo e agroalimentare, con un danno d’immagine ed economico che ricade esclusivamente sulle imprese agricole serie che, nonostante le distorsioni lungo la filiera e pratiche commerciali sleali come i casi di aste capestro on line al doppio ribasso che strangolano gli agricoltori con prezzi al di sotto dei costi di produzione, nonostante il codice etico firmato l’anno scorso fra il Ministero delle Politiche Agricole e le principali catene della grande distribuzione, continuano ad operare onestamente e in trasparenza”, 

I prodotti dell’agricoltura passano nelle mani dei lavoratori stranieri che rappresentano circa il 25 per cento del numero complessivo di giornate di occupazione del settore rappresentano una componente indispensabile per garantire i primati del Made in Italy alimentare nel mondo. Sono 134mila gli stranieri residenti in Puglia, con una equa ripartizione tra uomini e donne e le province di Bari e Foggia rappresentano i principali poli attrattivi per gli stranieri regolarmente residenti.

Lecce, nel dettaglio, secondo i dati, è la provincia più ambita dalla nuova migrazione, seguita da Foggia, una grande risorsa dell’agricoltura pugliese che va valorizzata e difesa da inquietanti fenomeni malavitosi che umiliano gli uomini e il proprio lavoro e gettano una ombra su un settore che ha scelto con decisione la strada dell’attenzione alla sicurezza alimentare e ambientale.