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Buona Notte Gesù.

Rubriche/ PensieriParole/ di Piero D’Errico

La sera poi ci trovavamo tutti lì, in quella immensa sala di quell’immenso albergo fuori città.
Congressisti e vacanzieri sdraiati su poltrone sparse qua e là a raccontare della giornata, a parlare, conoscerci, incontrarci.

“Prospettive” di Pasquale Cavalera

Prospettive

Rubriche/ PensieriParole

Sinossi

Come si supera una cocente delusione? Ed un’amara consapevolezza? Il cuore è ancora il luogo più intimo dove custodire i nostri affetti? Siamo consapevoli della reale differenza che sussiste fra materiale ed immateriale? Genera rabbia lo sguardo di

Cara Ilaria, ti racconto il silenzio della nostra terra.

“La “cicala sputacchina” fu la rovina del nostro territorio e noi cara Ilaria ci mettemmo il resto”.

Rubriche/PensieriParole/ di Piero D’Errico

Cara Ilaria,
fu così che la fusione fredda tra demagogia e populismo, unita al colpevole ritardo della politica, ad una “scienza” al servizio forse delle multinazionali che tardò o non volle trovare la “cura”, fu così che in quegli anni cambiò lentamente il volto del nostro meraviglioso paesaggio.

La Piscialora e la Pupa

Rubriche/ PensieriParole/ di Piero D’Errico

Era una delle poche certezze.
La certezza che se ti veniva di andare al bagno quando eri “al paese” potevi farlo, c’era il luogo adatto.

Mille e più accortezze

diario111Rubriche/ PensieriParole/ di Piero D’Errico

Ci sono cose nella vita che vivi in maniera esagerata.
All’inizio ti butti con tutta l’anima poi “la cosa” finisce nella sua normalità, perde il superfluo, perde il di più, tutta quella montatura che è la bellezza di quel momento, di quella storia.

Ci siamo fatti vecchi

panchina-al-parcoRubriche/ PensieriParole/di Piero D’Errico

Galatina – Sogni di crescere in fretta, diventare grande, sogni di finire finalmente gli studi, fare qualcosa, realizzare qualcosa, realizzare tanti tuoi desideri.
Girare il mondo, conoscere stazioni e aeroporti, conoscere gente importante, intelligente.

Quella volta che il cielo si confuse.

crepuscoloRubriche/PensieriParole/ di Piero D’Errico

Mi svegliai senza fretta, era estate, né la sveglia né mia madre a rincorrersi con una impressionante sequenza ritmica.
Prima la sveglia che suonava, pochi secondi dopo la voce di mia madre: “alzati che è tardi”.

Fiat Tipo 1300

fiat-tipo-2016Rubriche/ PensieriParole/ di Piero D’Errico

Galatina – Quando quello della concessionaria mi telefonò per avvertirmi che la macchina era “arrivata”, feci salti di gioia, chiusi il telefono che ancora mi parlava, e non persi un attimo.

“La sentivo lontana”

Se la fortuna è cieca la sfortuna è un’aquila…proprio nella vicina di casa dovevo imbattermi? 

stazioniRubriche/PensieriParole/ di Piero D’Errico

Galatina – Fu nel tratto di strada che andava dalla stazione alla villa che incontrai lo sguardo minaccioso di quella vicina di casa che non si faceva mai i fatti suoi.

Quel tratto che stavamo cercando di fare in fretta proprio per paura che qualcuno ci

“L’amorino”

“Ero diventato ragioniere, come Fantozzi”.

diario111Rubriche/PensieriParole/ di Piero D’Errico

Galatina – Era dolce e severa, sorridente ed arrabbiata, era anche molto brava ma soprattutto era bella. Capelli lunghi, gonna corta e maglietta aderente.

Insomma al doposcuola ci andavo volentieri ed era anche a pochi passi da casa mia.

Le pezze vecchie

L’attesa del giovedì per fare tutto

pezzeRubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Era una abitudine, un rito, un risparmio.

Era “ l’attesa del giovedì” per fare tutto, per uscire, trovare, comprare, incontrare. Strade e circolari che portavano al mercato, piene già sin dalle prime ore del mattino. Insomma il giovedì era come un giorno di festa. Tutta via Liguria da entrambi i lati, poi scendeva ancora sulla “villetta dell’edificio scolastico”, e ancora sulla “villa della stazione”.

La scelta dei sogni

beatlesRubriche/PensieriParole/ di Piero D’errico

Gli inarrestabili periodi della vita ti portano a dover fare delle scelte, a volte banali, a volte importanti, sapendo però ogni volta che la scelta che sacrifica l’altra è sempre dolorosa, lascia sempre qualche segno, lascia sempre qualche dubbio, qualche ripensamento.

Una sola volta papà

Oggi è la nostra festa, la festa di tutti i tutti i papà, anche a quelli che non ci sono più.

festa-del-papàRubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Paura, forse si. Giustificata, penso si.

Ma se a qualcuno potesse interessare, amo le famiglie numerose, amo quel casino e quel disordine che c’è dove ci sono tanti bambini.

Tre storie di un quartiere popolare

nonniRubriche/ PensieriParole/di Piero D’Errico 

Prima storia.                                                                                                                                                                 

-Ho visto il sole arrampicarsi con fatica su quelle sbarre di ferro.

Entrare e riposare seduto sempre  in quel solito angolo umido e freddo, in quella stanza, in quella rabbia. Poi sparire lentamente.

L’ho visto per tanti lunghi anni.

C’era una volta il carnevale

C’era una volta il carnevale, poi pian piano non l’abbiamo più  aspettato. 

stelle-filanti-e-coriandoli-di-carnevaleRubriche/ di Piero D’Errico

Galatina – Era uno dei periodi più belli ed aspettati dell’anno, a metà strada tra Natale e Pasqua.

Il paese era in festa  ed i “cinema” per l’occasione liberavano la platea dalle sedie per fare una grande pista da ballo.                                                               

L’ultimo Tratto

Immigrazione: Fregata Euro soccorre due barconi con 956 profughi

Rubriche/ di Piero D’Errico

Ci  trovammo stipati su un camion che cadeva a pezzi a pensare: “non ce la farà mai ad arrivare a destinazione”.

In piedi, attraversammo spazi infiniti di strada sterrata, tortuosa e piena di buche. Ci trovammo a soffrire fame e sete, a lavarci nell’acqua piovana raccolta in qualche pozza, ma felici.

“Lascio la luce accesa”

…Poi toccò a me dirla

Finestra-Illuminata-Rubriche/ di Piero D’Errico

Otto anni di differenza che a quell’età sembravano tutti, lei che cominciava ad uscire con la sua “compagnia”  ed io in giro ancora preso per mano da mia madre per non correre il rischio di infilarmi sotto una di quelle poche macchine che passavano.