Corso Garibaldi, prima fanno il danno e poi…lo aggravano.

Si sono inventati un’isola pedonale per tutelare il traffico pedonale per poter  regolarizzare gli abusi. Al danno, il danno e pure la beffa.

Cronaca/ di p.z.

Guardavo i ruoli relativi all’anno 2014 per il recupero della TOSAP. Oltre 20.000 euro di evasione corrispondente, occhio e croce, a circa il 30% dell’intero gettito fiscale della occupazione di suolo pubblico, passi carrai e pubblicità.

Non solo si assiste da anni al normale slittamento dei termini di pagamento per le note guerre tra il personale comunale ed il sistema informatico del Comune, ma si aggiunge pure che nonostante lo slittamento del pagamento una buona fetta di utenza evade.

Se poi ad essere evasa è una cifra di per se non particolarmente gravosa non voglio neanche pensare cosa sia successo con la spazzatura.

Con volo pindarico, ma non necessariamente da doversi ritenere tale, trasferiamoci ora su una delibera della Giunta comunale del 28 giugno 2018 divenuta operativa con la determina n.47 della polizia Municipale.

Con essa è stata decisa la trasformazione di corso Garibaldi nel tratto che va da piazza S. Pietro sino a via Del Balzo in isola pedonale ed è stato a tal fine istituito un senso unico alternato di circolazione in via S. Stefano, piazza della Libertà e Corso Garibaldi al fine di consentire ai residenti delle predette strade l’accesso dall’Arco Porta Luce per il periodo che decorre dal 04 luglio e sino al 30 settembre negli orari che vanno dalle ore 20.00 alle ore 01 del giorno successivo.

Questo è il risultato di cosa succede quando dopo aver prodotto un danno si cerca di porre riparo senza usare la testa. Dopo aver giocato e rigiocato con la La ZTL e con la sua rimodulazione di orari provocando un caos di enorme proporzioni con la vicende multe “ad capocchiam” e relativi annullamenti sia in autotutela che per ricorso giudiziale ecco un’altra decisione capotica che invece di eliminare il problema dalle radici da una sforbiciata radicalizzando ancor più il problema.

Ci si chiede innanzi tutto, visto che sia delibera che determina non fanno cenno, come faranno a raggiungere la propria abitazione col proprio automezzo i cittadini che abitano nel tratto compreso tra piazza S. Pietro e via Del Balzo. Entrando da Porta Luce per procedere oltre via Del Balzo incontrano l’ostacolo dell’isola pedonale. E Allora? Qualcuna di quelle residenze non era la vostra?

Scrivono i nostri eroi che ” le caratteristiche costruttive di corso Garibaldi con particolare riferimento alla mancanza di marciapiedi unitamente alla forte espansione commerciale e produttiva in atto sul tratto di strada di che trattasi esige di una adeguata valutazione dei rischi per la sicurezza dei pedoni in relazione alla circolazione dei veicoli sopratutto nelle ore di maggior afflusso pedonale”.

Tante e tutte quante insieme difficilmente mi era capitato di leggerle. Sembra come se le licenze commerciali  vengano concesse su Marte dai marziani e che localini scarsamente idonei per l’attività di somministrazione al pubblico di cibo e bevande siano stati autorizzati a farlo (sapendo che lo avrebbero fatto quasi esclusivamente su suolo pubblico) siano state concesse dai marziani. Forse per poterlo capire si sarebbe dovuto ricorrere ad un consulto urbanistico con Renzo Piano?

Pensare poi che per l’Amministrazione una volta creato il problema, lo possa correggere ripristinando il rispetto delle regole e della legalità è veramente un’utopia. Invece di intervenire ed imporre il rispetto del regolamento, tipo il dover lasciare libero un corridoio di due metri tra tavolini ed esercizio pubblico proprio per la sicurezza ed il transito del pedone, si chiude un occhio, anzi tutti e due, e vanno invece a pensare invece ad una soluzione che regolarizzi l’abuso, anzi lo tuteli e lo protegga ancor di più.

Aggiungiamo poi che ognuno dei commercianti decide in proprio e fa come gli pare allargandosi ben oltre lo spazio autorizzato e non sarebbe neanche un buon commerciante se non tentasse di farlo, però gli addetti ai controlli dove sono? Il controllo politico cosa fa? Nulla. Anzi non è vero, regolarizzano le irregolarità con delibere cervellotiche.

Per concludere, la scelta di corso Garibaldi per la stagione della tutela del pedone è stata individuata solo per la simpatia verso colui che è stato definito dalla storia, a torto o a ragione, come l’eroe dei due mondi?

Onestamente non sembra cambi di molto la situazione in via Siciliani, in via Cavoti, anche lì il pedone rischia. Forse Pietro Siciliani e Pietro Cavoti non hanno lo stesso fascino storico, lo stesso richiamo turistico di Giuseppe Garibaldi. Maledette marchette storiche.