A Galatina vige la legge del “me ne fotto”.

La maggioranza dorme, le minoranze comatose e dal male la città precipita sempre più verso il peggio.

lecceLettere/ di Franco Perrone

Sai Direttore, il mio lavoro mi porta a stare lontano da casa per lunghi periodi. Oggi al rientro, il mio primo pensiero è stato quello di sapere se è cambiata qualcosa e se le mie lamentele hanno provocato qualche interesse, ma la risposta è no.

Mi dicono che la situazione zona Liceo Artistico è ancora di più peggiorata; ho letto la denunzia per gli atti di vandalismo villetta di San Francesco e continuo ancora a non capire il perché del non fare nulla da parte di tutti i nostri amministratori, lasciano tutto nelle mani dei poveri Cittadini.

L’opposizione, che maggiormente dovrebbe alzare la voce, da quel che leggo si limita a scrivere poesie oppure romanzi tipo i miei primi ventun anni.

Il cinque stelle è diventato una meteora, il centro destra tarallucci e vino.

Ora, tutti impegnati nel chiedere il voto per garantirsi una sistemazione e noi pecoroni li accontenteremo.

Ho anche letto del mancato controllo del rispetto contratto della ditta che gestisce i parcheggi, io lo vedo come un accanimento nei loro confronti in quanto dovrebbero farlo con tutti coloro che hanno un contratto con il comune, vedi associazioni varie.

Non so se si ricorda che tra il 2005 ed il 2007 a Galatina il problema più serio per una amministrazione era il randagismo è fu subito risolto lei sa da chi? e come? Magari ne parleremo in una prossima.

Finisco con una iniziativa presa a Lecce dal nostro concittadino avv. Alberto Russi che, purtroppo, ci ha lasciato come Amministratore; la invio anche perché è un atto pubblico, per far capire a chi sta all’opposizione che volere è potere, se non si applica la regola del “Che me ne fotto”.