Il pavone e l’imposta di soggiorno.

Istituita nel 2016 con deliberazione del Commissario Straordinario in sede di approvazione del Piano di Riequilibrio Finanziario. 

PianoCronaca/ di Redazione

Galatina – Sono ormai sempre più frequenti lettere inviate dai lettori per segnalare criticità varie in cui affoga sempre più la città per colpe (vere o presunte) della politica e dei politici locali. In altri tempi nel mirino finivano sempre e soltanto quei politici che con i numeri avevano la maggioranza e di fatto governavano, insomma quelli del famoso art. 5°.

Da un po di tempo si sta facendo strada la tendenza ad accomunare in un unico fascio quasi tutti, minoranze comprese. L’accusa anche per loro è di disinteresse quando va bene, collusione (palese o strisciante) quando va peggio.

Anche se in più di una circostanza ho avuto anch’io questa spiacevole sensazione non voglio associarmi a questo pensiero, preferisco pensare che ognuno svolga il proprio ruolo pensando esclusivamente al bene della città qualcuno, magari, credendo forse di farsi più bello degli altri, per mettersi in mostra, finisce per incappare in svarioni clamorosi. Un po come Narciso, insomma, anche se lui per via della bellezza, finì per affogarsi da solo. Il nostro non è un auguruio ma solo un invito alla riflessione.

Quello su cui invece mi trovo d’accordo e che ci sia qualcuno tra la minoranza che ha poca coscienza della sua disinformazione e piuttosto che tentare di ridurre sempre più questa lacuna preferisce apparire (male) piuttosto che fare (bene). E’ il caso di quanto mi è capitato di leggere questa mattina. Autore il consigliere comunale dei 5 Stelle Paolo Pulli.

Una delle accuse che spesso ho sentito rivolgere a Sindaco e Presidente del Consiglio da parte sua è che i tempi a lui concessi per lo studio degli argomenti di Consiglio sono sempre molto ristretti rispetto all’importanza degli stessi. L’ultima volta abbandonò persino i lavori del Consiglio e se ne andò senza neanche votare il bilancio.

I tempi erano in quel caso veramente ristretti. Mi sembra, però, di capire che spesso anche quando i tempi per informarsi sono sufficientemente ampi o addirittura molto ampi, non è che il risultato cambi di molto in termini di sua informazione.

Il consigliere Pulli, infatti, in questi giorni, sempre a proposito di bilancio,  ha scoperto che la Giunta Amante avrebbe deciso di istituire per il 2018 l’imposta di soggiorno. Ma dico io consigliere Pulli, se avesse avuto la bontà di volersi informare bene avrebbe scoperto che l’imposta di soggiorno a Galatina esiste dal 2017.

E’ stata introdotta dal Commissario Straordinario dott. Aprea nel 2016 e la trova inserita nel Piano di Risanamento Economico Finanziario. Le do un ulteriore indizio per informarsi risparmiando tempo, la trova a pagina 27 ed a pagina 32 del PEF.

Scriveva così il Commissario “(…) a partire dall’esercizio finanziario 2017 è stata programmata l’introduzione dell’imposta di soggiorno. Il gettito atteso è pari a circa € 20.000,00 l’anno“.

Come vede la domanda o l’interrogativo che doveva porsi era :”perché mai è stata dimezzata?“. Chiaro che la risposta sarebbe stata scontata ed avrebbe suonato più o meno così: “Siccome siamo in una fase di difficoltà economica per l’imprenditoria locale abbiamo deciso di sgravarla, parzialmente, in qualche onere tributario” .  Non farebbe una grinza, anzi, bravi.  

Bravi si, ma ci sta una particolarità. Con la delibera n.140 del 2016, quella con cui viene approvato dal Commissario il Piano, lo stesso scrive:”(…)  Delibera di trasmettere entro 10 gg. dalla presente deliberazione il Piano Economico di Riequilibrio Finanziario alla Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti  ed al Ministero dell’Interno- dell’Direzione Centrale per la Finanza Locale (…)“.

Senza l’approvazione ed il rispetto dei contenuti di quel Piano il nostro Comune sarebbe stato da tempo dichiarato fallito il che significa che per evitare il dissesto bisogna rispettarlo pedissequamente, in ogni sua virgola, e che nulla va cambiato senza una preventiva approvazione da parte della Corte dei Conti e  del MIF.

Non è stato fatto, probabilmente sarà fatto in un secondo momento quando sarà inviata la prima relazione semestrale o sarà inviato quel bilancio che lei, abbandonando l’aula “per protesta”, ha evitato di votare contro. Oggi, per giunta, tenta di fare il pavone finge di gridare allo scandalo perché ha scoperto dieci mila euro di Imposta di soggiorno al suo interno e ripeto, senza neanche aver votato contro quel bilancio.

Avrebbe potuto prendere lei tutto il faldone e spedirlo, insieme alla condanna da parte del Tar sul ricorso fatto dalla Monteco (600.000 euro), alle variazioni sul Piano Alienazioni  Immobili Comunali (circa 1.000.000 in meno rispetto al Piano originario) e tanto altro ancora in cui la vediamo veramente poco attento, anzi assente.

Ma milione in più, milioni in meno a carico dei cittadini cosa vuole che sia per lei, mentre uno scandalo di 10.000 euro di imposta di soggiorno in bilancio quella si che è cosa veramente insopportabile.