La Corte dei Conti continua a descriverli come scarsamente idonei.

Per il secondo anno consecutivo slittano al 31 maggio i termini per pagare la Tosap. 

PalazzoOrsini2Cronaca/ di Redazione

Come scritto giorni fa la Corte dei Conti continua a descrivere, in maniera soft, gli amministratori ed i graduati dei settore interessati a vario titolo della riscossione di tributi e tasse ed all’accertamento e recupero dell’evasione come scarsamente idonei. Non può darle torto a suo suffragio parlano i numeri ed i fatti.

Nonostante i vari richiami i numeri ed i fatti continuano a parlare sempre lo stesso linguaggio. Chi paga continua a pagare sempre di più, mentre chi non ha mai pagato continua a non pagare e sogghignare sempre più. Se poi nonostante tutto arriva un bel giorno un sindaco che ti tira fuori un regolamento che è quasi un incentivo ad evadere tanti e tali sono i privilegi a favore di chi ha evaso figuriamoci se a qualcuno potrà venire mai voglia di autodenunciarsi. Finché dura senza essere beccato durerà, il giorno in cui dovesse essere beccato chiederà l’applicazione di tutte le agevolazioni utilizzabili e magari chiederà anche la medaglia ed il cavalierato.

Dove però ci si incazza ancora di più (l’alternativa sarebbe riuscire a ridere ma è dura ridere) è che anche quando il cittadino paga, ci si mette di mezzo l’apparato burocratico, quello stesso apparato che unitamente alla classe politica governante la Corte dei Conti bacchetta e sferza ogni volta che legge la loro relazione semestrale.

Ma son tutti veramente così in quel settore? Assolutamente no, lo è solo in parte perché in realtà la cerchia che la Corte ritiene responsabile è ristretta di molto, anzi moltissimo. Classe politica a parte,  possiamo tranquillamente fermarci a quella parte di burocrazia pluridecorata , quella per intenderci che che mentre la Corte dei Conti la bacchetta i politicanti nostrani premiano dando così un pessimo esempio.

Un esempio lampante è quello di questi giorni che, se fosse un caso isolato, potrebbe pure far pensare ad un incidente di percorso, ma quando, però, diventa ciclico allora qualcuno dovrebbe pur chiedersi cosa c’e non va, perché qualcosa che non va veramente.

Il 31 marzo, di norma, alla stessa stregua dello scorso anno, scadeva il termine per pagare la Tosap (meglio conosciuta come tassa di occupazione di suolo pubblico) ed alla stessa stregua dello scorso anno con la solita Delibera di Giunta si rende noto che i termini per il pagamento sono stati differiti al 31 maggio. Chi dovrà pagarla naturalmente sarà contento ma provate a far vedere quella delibera (n.82 del 22 marzo)  alla Corte dei Conti che dopo quanto ha scritto giorni fa sulle sulle cause che non fanno migliorare la situazione debitoria del nostro Comune.

Un problema già che già ha creato problemi lo scorso anno si ripresenta tranquillamente senza che nessuno abbia pensato di eliminarlo. Perchè mai?

Tutta colpa di un sistema informatico che utilizza un software che fa acqua da tutte le parti, pagato a caro prezzo, che ci costa una cifra per assistenza, formazione, aggiornamento ed interventi di assistenza straordinaria con il risultato che il commento più generoso di chiunque è costretto a smanettarci è un sonoro ed esteso vaff… di quelli che farebbe arrossire persino quelli di Grillo.

Tutto ciò grazie ad un ex dipendente comunale, unico depositario dei segreti operativi del software che e mai ha pensato indottrinare altri dipendenti in maniera tale da diventare autonomo nella gestione del sistema. Il sistema operativo si chiama Civilia ed è un prodotto della Dedagroup ed in famiglia, l’ex dipendente, ha il titolare del centro di assistenza locale del Software. Una volta in pensione lui, senza gli interventi del centro di assistenza, si blocca l’operatività dell’intera macchina amministrativa.

Ecco in sintesi cosa è successo. Nessuno, ribadisco nessuno tra tutti i dipendenti comunali è in grado di estrapolare dal sistema i nomi dei contribuenti con i relativi dati affinché possano essere stampati, imbustati e spediti. Lo scorso anno lo stesso operatore tecnico non è riuscito neanche lui a venir a capo del problema tanto che alla fine oltre al rinvio del pagamento hanno finito per scrivere a mano buona parte degli avvisi.

Nonostante abbonamenti, corsi di formazione, di assistenza e quant’altro Dirigente ed Amministratori pare non si siano mai chiesto il perché nessuno dei dipendenti, oltre la normale routine, sia in grado di risolvere un problema appena appena un po oltre la normalità, o sono tutti un’insieme di ritardati, cosa da escludere o qualcuno ha accuratamente evitato ed ancora evita, che la materia diventi dominio e patrimonio di altri se non di se stesso.

Ecco perché qualcosa non quadra ed ecco perché pur sapendo che è questa la direzione verso cui puntare per mettere ordine, sempre se lo si voglia, in un settore importante ai fini della modernizzazione ed efficienza della macchina amministrativa.

Oltretutto è assai fastidioso, oltre che rasente la denuncia penale, che un soggetto terzo, estraneo alla Pubblica Amministrazione metta mano ad una banca dati del Comune e venga a contatto ed a conoscenza di dati sensibili che riguardano i cittadini e non occasionalmente perché basta guardare una certa macchina spesso parcheggiata nei pressi di Palazzo Orsini . Roba da far intervenire quanto meno il Garante della privacy.