Si stava vendendo Palazzo Ferrarese senza sapere cosa si stava vendendo.

Anche la palestra di via Montinari non è accatastata. La procedura di acquisizione proprietà del suolo è ancora incompleta. Conferito l’incarico. 

 

Palestra via MontinariPalazzo FerrareseCronaca/ di p.z.

Galatina – Sempre più incredibile, anzi sempre più assurdo. I nostri Uffici di competenza e con essi i nostri amministratori hanno cercato di vendere Palazzo Ferrarese senza sapere neanche cosa stessero vendendo.

Poi hanno concesso in appalto il servizio (uno dei pochissimi, insieme al crossodromo, ad essere in regola in quanto vincitore di regolare gara d’appalto) la Palestra di via Montinari senza neanche essere ancora in possesso del suo certificato di “esistenza in vita”.

Per quanto riguarda Palazzo Ferrarese in seguito a rilievi effettuati è emersa una superficie reale “considerevolmente superiore rispetto a quella catastale” da ciò la necessità di ulteriori indagini sugli atti di provenienza dell’immobile al fine di definire la sua esatta consistenza per poi procedere all’accatastamento delle unità di superficie aggiuntive.

Palazzo Ferrarese era uno degli immobili facenti parte del piano di alienazioni. Per due volte  incanto deserto, al terzo è pervenuta un’offerta “canzonatoria” rispetto al prezzo base di stima. Insomma si stava per vendere senza sapere neanche cosa si stava vendendo.

Per la palestra di via Montinari altro film di fantascienza. Qui la procedura di accatastamento è ferma alla redazione del tipo di frazionamento poiché il Comune non è ancora proprietario del suolo su cui è stata realizzata la Palestra. E’ pertanto necessario completare le procedure di trasferimento della proprietà del suolo e poi procedere al completamento della procedura catastale. Ci chiediamo come farà, se lo farà, l’Olimpia a giocare in una palestra fantasma e come abbia fatto il Comune ad appaltare il servizio di gestione di un fantasma di immobile.

Discorso a parte è l’immobile di via Bellini confiscato alla criminalità organizzata. Qui si tratta di dover procedere alla registrazione e trascrizione dei decreti con i quali l’Agenzia del Demanio ha trasferito l’immobile al patrimonio indisponibile del Comune e successivamente procedere al completamento delle procedure catastali.

Per procedere alla sanatoria di dette situazioni, con la Determina n.1.100 dell’agosto 2017 è stato conferito incarico ai geometri Alessandra Mirto, Martina Simone e Pedone Daniele dietro riconoscimento di un compenso complessivo di 4.739,70 euro.