Cronaca/di pietro zurico

Apprendo da due Delibera di G.C. che il Comune di Galatina ha ottenuto dal GAL “Valle della CUPA” un finanziamento di 175.000 euro da destinare ad un progetto di restauro e riqualificazione della Torre Civica della città meglio conosciuta come Torre dell’Orologio.

Finalità della restaurazione è quella di destinare l’immobile ad Infopoint e Centro di Accoglienza Turistica.

Qui ci scappa la prima riflessione. Ma di quanti Infopoint e Centri di Accoglienza Turistica ha bisogno Galatina per fornire informazioni su beni storico-architettonici racchiusi in un fazzoletto di terra? Oppure quale altro progetto si nasconde dietro questa scelta?

Il 30 ottobre del 2014, l’allora assessore ai Lavori Pubblici Andrea Coccioli avvisava con propria nota la cittadinanza che erano iniziati i lavori di recupero funzionale dell’immobile comunale di via Umberto 1° per l’insediamento di un Centro di Informazione ed Accoglienza Turistica grazie ad un finanziamento di 230.000 euro elargito dal GAl di appartenenza del tempo “Isola del Salento”.

A lavori finiti lo IAT si trasferì da Via Vittorio Emanuele a via Umberto 1° nella nuova sede, rifatta a nuovo per trasformarsi in una “Casa del Turista”, definizione all’uopo coniata da Alberto Russi allora assessore al Turismo.

A distanza di soli 4 anni, possibile che la “nuova” sede sia diventata tutta ad un tratto “vecchia” tanto da aver bisogna di un’altra “nuova” sede?

GAL che cambi finanziamento che trovi. Con un progetto di ristrutturazione e riqualificazione della Torre dell’Orologio, finanziato con 175.000 euro questa volta dal GAl di attuale appartenenza “Valle della CUPA”, si è progettato di destinare l’immobile a “nuova” sede dello IAT. E’ un ritorno al passato? Forse amarcord?

Ad un finanziamento non si dice mai di no ma, seconda riflessione, non ci stava proprio nient’altro da poter presentare a finanziamento? Terza riflessione: nell’ambito di quale progetto complessivo è inserito questo nuovo trasferimento? Quarta riflessione: in quale progetto di destinazione è inserita la “vecchia” sede una volta dismessa da Casa del Turista? Sarà destinata ad attività istituzionale dell’Ente oppure sarà pagata qualche altra cambiale elettorale all’associazione di turno del politicante di turno?

Di tutto ciò nessuna traccia. Si deve trattare, comunque, di un restauro assai impegnativo visto che c’è stato bisogno di ricorrere a due progetti distinti da affidare, come direzione dei lavori, a due distinti tecnici.

Due progetti definiti uno “Progetto A” per l’importo complessivo di 140.000 euro e l’altro “Progetto B” di 35.000 euro. In che cosa si differenzino i due progetti gli atti pubblici sono assai avari di chiarimenti.

Si desume dalle delibere n.184 del 02 settembre 2020 e la n. 186 dello 03 settembre 2020 che i progetti sono stati redatti dal Dipartimento dei Lavori Pubblici (?) e la Direzione dei lavori è stata, con affidamento diretto, assegnata all’arch. De Matteis Dolores per il progetto A, ed all’arch. Ancora Fabio per quello B.

Il compenso per i due professionisti è di 3.100 euro per l’arch. Ancora, mentre non si capisce, se per dimenticanza o per scelta, non è stato pubblicato l’allegato A contenente il Quadro economico del progetto A e quindi anche il compenso della professionista de Matteis. Essendo stato di circa il 10%, sull’importo complessivo dei lavori, il compenso per l’arch. Ancora si può intuitivamente dedurre anche quello dell’arch. De Matteis.

Un’ultima riflessione va fatta sulla stesura dei progetti. Nelle delibere in oggetto viene attribuita alla Direzione del Territorio e Qualità Urbana, ma sarà veramente così?

Un uccellino, non quello di Del Piero, ci ha riferito che da tantissimo tempo alcuni tecnici, non quelli comunali, entravano spesso all’interno della Torre dell’orologio si chiudevano dentro e lavoravano.

Come risultato finale è uscito fuori, però, che la paternità del progetto è stata attribuita al Dirigente e la Direzione dei lavori, con procedura diretta, è stata assegnata ai due sopracitati professionisti.

E vissero tutti felici e contenti, compresi noi che finalmente, almeno per una volta, abbiamo scoperto che non abitano tutti a Squinzano o S. Pietro Vernotico i bravi tecnici a cui affidare lavori di responsabilità.