Intasamento traffico in via G. Del Ponte. All’ex Convitto Colonna, ancora una volta, la Soprintendenza blocca e spiega all’ex Assessore, esperto di Tv spazzatura, & Company cosa e come si doveva fare.
Galatina – Come si è potuto osservare, in questi giorni sono iniziati in città i lavori di sistemazione e riqualificazione dei marciapiedi di alcune strade cittadine. Si son notati in modo particolare i lavori di via Giuseppina del Ponte nel tratto vicinale alla sede della Direzione dei Lavori Pubblici. Non poteva essere diverso visto il traffico con relativo intasamento nei pressi del semaforo e della sede dei Lavori Pubblici a causa della decisione, non si si capisce ad opera di chi, a far scorrere il traffico nel doppio senso di marcia.
Eppure si legge nell’ordinanza del Dirigente della Polizia Municipale, la n. 55 del 13 aprile 2016, che “viene interdetta la sosta su entrambi i lati di via G. Del Ponte nel tratto interessato ai lavori e “di regolamentare il traffico in senso unico di marcia nei casi in cui l’area di cantiere non consente il doppio senso (…)”
Ora il cantiere, con relativa protezione, ha occupato integralmente, impedendo lo scorrimento del traffico, tutta la corsia del lato adiacente alla sede dei Lavori Pubblici. Facile intuire cosa sia successo, più difficile intuire perché chi scrive ordinanze e determina , scriva giusto perchè deve farlo e basta. Chi vi scrive qui, invece, provenendo da via Montegrappa, per poter superare il semaforo ha dovuto attendere che lo stesso passasse 3 volte dal rosso al verde, perché vicino al cantiere il traffico si bloccava ed ha notato anche che a tentare di dare un minimo di razionalità allo stesso vi erano solo due giovani volontari della Protezione Civile. Mah! Anche questo è un discorso sicuramente da affrontare prima o poi con e nelle sedi competenti.
Ritorniamo però ai marciapiedi ed alla Delibera di Giunta con cui si è dato il via ai lavori di sistemazione e riqualificazione dei marciapiedi di via G. Del Ponte, di via Principe di Piemonte e di via Cafaro (ex Convitto Colonna). Del primo abbiamo ormai già detto tutto. Del secondo, ossia quello di via P. di Piemonte, non si riesce a capire di quale tratto di marciapiede si stia parlando. Lato destro o lato sinistro? Solo una parte o l’intero corso? L’impressione è che quei marciapiedi, da sistemare o riqualificare, facciano parte di un progetto ormai ampiamente tramontato ma che si continua a lasciare scritto su delibere e determina giusto per evitare il “fastidio” di doverlo cancellare. Naturalmente ci auguriamo di sbagliare.
Passiamo al terzo tratto, quello relativo all’ex Convitto Colonna, ed è doveroso pubblicare e leggere un tratto di Determina (la n. 452 del 4 aprile 2016) per riuscire a capire il capolavoro che ancora una volta son riusciti a combinare dopo C.so Porta Luce, il Museo, il Palazzo Comunale etc,. dalle parti del Dipartimento dei Lavori Pubblici sotto la guida politica dell’ing. Coccioli.
Si legge nella delibera che ” durante il corso dei lavori la Soprintendenza per i beni Architettonici e Paesaggistici di Lecce, Brindisi e Taranto, ha richiesto alcune modifiche al progetto principale e precisamente: rimozione di un tratto di seditoia in aderenza al transetto della chiesa dell’Immacolata con conseguente maggiore superficie da pavimentare, sostituzione del tipo di pietra per il piano della seditoia prevista in pietra di Apricena e da sostituire con pietra di Cursi, tipologia di luce della P.I. a luce calda e non fredda.”
Pertanto hanno richiamato l’impresa ed hanno ordinato di eseguire le demolizioni e variazioni prescritte dalla Soprintendenza. Ecco, dunque, in cosa consistono i lavori per il tratto di marciapiede dell’ex Convitto Colonna. Bisogna demolire parte del lavoro già fatto perché ancora una volta, il progetto non è stato sottoposto alla preventiva visione della Soprintendenza, che avrebbe notato le anomalie le avrebbe corrette e tutto sarebbe filato liscio come l’olio. Invece, no, ha vinto ancora una volta l’incompetenza, ma se errare humanum est, perseverare…
Così per l’ennesima volta si persevera. Ancora una volta è la Soprintendenza che deve intervenire per dire ai nostri tecnici ed amministratori cosa e come si deve fare. Naturalmente il tutto con annesse conseguenze. E’ questa la vera spazzatura caro ex assessore, altro che i servizi di Striscia.
