Per “Natale in tutti i sensi” l’Amministrazione sceglie ancora una volta a senso unico. Il dilemma da chiarire delle casette di legno.    

Cronaca/ di pietro zurico.

Galatina – Son sicuro di non sbagliare se affermo che ad oggi l’associazione Città Nostra è stata destinataria di oltre 50.000 euro di soldi pubblici al fine di gestire manifestazioni per conto dell’Amministrazione Comunale.

La sconcezza non sta tanto nell’essere stata individuata quale gestore di dette somme quanto per le modalità con cui avviene la scelta. Gli incarichi (compresa la stessa assegnazione in gestione dello I.A.T.) non sono effettuati tramite un bando di gara, una selezione tra una pluralistica manifestazione di interessi, un’indagine di mercato, niente di tutto di ciò.

A Città Nostra è sufficiente la simpatia (qualcuno la chiama in modo diverso) di un assessore e di un consigliere comunale di maggioranza (che peraltro secondo alcune fonti risulterebbe essere stato tra i soci fondatori di detta Associazione) ed il resto va da se.

“Città Nostra” ricorda un po oggi quello che era stata la Mood di Anselmi ieri, senza peraltro avere della Mood le competenze specifiche in materia. Cambiato l’ assessore è cambiato il referente.

Dopo essere stata beneficiaria della gestione di ben due finanziamenti pubblici uno di circa 10.000 euro ed un altro di circa 13.000 euro, dalla declaratoria fatta in Consiglio Comunale dal sindaco Amante si è appreso che Città Nostra ha gestito anche 8.000 euro circa per organizzare il viaggio, la permanenza ed il soggiorno del team che ha rappresentato la città nel programma “Mezzogiorno in Famiglia”. E’ in fase di accertamento l’entità delle spese e l’eventuale partecipazione della Rai alle stesse.

Sono appena finiti gli echi di quest’ultima investitura che ecco giungere immediatamente un’altra. Questa volta si tratta del conferimento di 25.000 euro per essere, sempre con la stessa prassi (una si propone e l’altra accetta), “Soggetto attuatore” della rassegna “Natale in tutti i sensi“.

Scrivono, infatti, nella Delibera di G.C. che : ” (…) è stata accolta la proposta dell’Associazione “Città Nostra” di Galatina a collaborare con il Comune, a titolo gratuito, all’organizzazione e coordinamento delle iniziative dei vari attori proponenti, quale “Soggetto Attuatore” (…)

Prendiamo atto di quanto affermato dall’Amministrazione circa la gratuità della collaborazione che per avere maggiore credibilità, però, avrebbe dovuto essere accompagnata da un piano economico della rassegna in cui ogni singola manifestazione, ogni singolo costo, avrebbe dovuto trovare una sua precisa imputazione.

Se così fosse sarebbe tutto trasparente, lineare, ineccepibile non come è successo, invece, con la rassegna “Cuore Scalzo” in cui tra le pieghe di qualche assegnazione di somma di denaro gestita da terzi in apparenza con libero arbitrio, hanno trovato posto (e soldi) gli interessi di parenti, amici ed amici degli amici.

Apprendiamo intanto, non da fonte comunale, che le luminarie che addobbano via Diaz, Corso Porta Luce e via Principe di Piemonte sono il frutto esclusivo  dell’autofinanziamento della locale “Nuova Associazione Commercianti Centro Storico Galatinesi”.

Che l’albero con relativo montaggio e luminarie di piazza S. Pietro è il frutto di donazione da parte di aziende private.

Apprendiamo inoltre che le casette in legno, di cui sarebbe bene che l’Amministrazione si pronunciasse pubblicamente sulla loro proprietà onde evitare ricorrenti giochi di prestigio verbale (e non solo), sono apparse ieri nel centro cittadino trasportate con un mezzo comunale da un operaio del Comune.  Un  assessore ed un consigliere comunale asseriscono, però, che le stesse siano di proprietà di “Città Nostra” e pertanto, come ci riferiscono alcuni responsabili dell’Associazione Commercianti, è stato negato loro l’utilizzo per ricavare fondi con cui finanziare la campagna pubblicitaria delle manifestazioni della rassegna.

Le casette in legno apparse e montate ieri in città, chi le sta affittando agli espositori? A chi andrà il ricavato dell’affitto? Sarebbe il caso si facesse chiarezza una volta per tutte. Queste casette, sono state acquistate con i soldi di un finanziamento regionale ottenuto dal comune di Galatina e sono quindi di esclusiva proprietà del Comune. Se poi per assurdo, come dichiarato dal noto consigliere comunale, le casette sono state vendute all’Associazione “Città Nostra” per 3.000 euro (che affarista si compra ad 8.000 e si vende a 3.000) che venga esibito il relativo atto di vendita e l’eventuale capitolo di bilancio in cui è stata accreditata la somma.

Sarà per le solite stranezze, per le solite nebulosità, per le solite furbizie, che stento ad accettare quel “gratuito” in delibera nell’integrale purezza del termine oltre a pensare che l’assegnazione di questo malloppo indefinito nelle mani di terzi esterni all’Amministrazione sia stato fatto volutamente per poter ripercorrere strade già note.

Questo è almeno quello che ci ha insegnato l’ultimo Consiglio comunale.