L’ENPA scrive al Sindaco ed al Dirigente preposto per  “invitarli a vigilare”. 

Latronica1latronica2Latronica3SanVitoSanVito2SanVito3SanVito4

 

 

 

 

Cronaca/ di Redazione

Galatina – La guerra dei canili non accenna a placarsi. Appena tende a spegnersi una polemica ecco riaccendersi una nuova. L’ultima, ormai meglio dire la penultima, aveva visto come protagonista l’ANTA che sollecitava al pagamento dei canoni mensili arretrati il Comune di Galatina. La contropartita sarebbe stata quella di una riduzione al minimo indispensabile dei servizi da erogare ai randagi. Un servizio fotografico sullo stato attuale in cui versano i canili comunali, di cui diamo pubblicazione, probabilmente potrebbe essere il segnale che dalle parole si sia passati ai fatti. Le immagini dello stato di salute dei canili sono sconfortanti, in particolare è sconfortante vedere il nuovo canile , quello in Contrada S. Giovanni, in condizioni così precarie. Delle condizioni dei canili ed altro si è occupata l’ENPA che ha inviato una lettera di segnalazione all’Amministrazione Comunale.

Prima di dar corso alla pubblicazione della lettera, inviataci per conoscenza, vorremmo fare alcune considerazioni su alcune situazioni che forse solo a Galatina possono succedere grazie ad una classe politica in larghissima parte assente, e non parlo delle sola maggioranza, ed a un apparato burocratico che fossilizzato anch’esso nelle stanze del Palazzo ha perso completamente i contatti con la città e le sue problematiche.

Era giusto, a suo tempo, lasciare il compito all’Amministrazione Comunale dare le risposte a chi lamentava, giustamente, la mancata corresponsione dei canoni mensili arretrati anche se forse mai avremmo voluto leggere che i destinatari della eventuale “ritorsione” avrebbero potuto essere gli incolpevoli animali. Avrei capito ed accettato una manifestazione dimostrativa con un bel gruppo di randagi, tra i meno tranquilli, sotto Palazzo Orsini in attesa del termine della riunione di Giunta. Avrei capito ed accettato che il personale che lavora presso i canili si auto invitasse e pretendesse pasti gratuiti a casa del Sindaco e degli Assessori perché bisogna pur mangiare, no? Non capisco invece le paventate “ritorsioni” o se vogliamo riduzioni di servizio, contro la parte più debole della catena, i cani. Anche perché non giustificate da una situazione economica catastrofica da parte dell’ATI, almeno per quanto dichiarato dalla stessa in fase di gara.

Resta poi da parlare dei controlli e qui bisogna chiamare in causa l’assessore al randagismo ed il dirigente al randagismo. La prima, Roberta Forte, ha una sua motivazione, la più volta sbandierata fobia per i cani e per i randagi in particolare. Ciò le impedisce, forse, di poter fare sopralluoghi nei canili comunali per verificare se quanto previsto nel capitolato di appalto è stato rispettato, se i cani godono di buona salute e se tutto ciò risulta in regola un pubblico plauso diversamente qualche legnata di pretto stampo economico. Dicevamo però che la fobia costituisce una motivazione ma non una giustificazione perché se effettivamente ne soffrisse sarebbe veramente il caso, come da più parti consigliatole, di dimettersi da quell’incarico. Se, invece, si trattasse di una leggenda metropolitana allora la cosa sarebbe ancora peggiore perché a delinearsi sarebbe l’omesso controllo su un pubblico servizio rientrante nella sfera della sua competenza politica. A meno che anche l’ATI (Anta -Dog Park), così come ebbe a dichiarare in passato con l’ENPA, non le impedisca anch’essa l’ingresso nei canili. Siamo convinti di no.

Abbiamo, poi, il Dirigente preposto al settore randagismo, Antonio Orefice. Capiamo benissimo che lui non può far miracoli come chi risiede più in alto di tutti noi. Non può certamente essere trino, però ha scelto di essere bino ed in più nessuno gliel’ha imposto. E’ stata una sua scelta, nata con i presupposti della temporaneità ma poi trasformatasi in lunga milizia. Se non ce la fa ad assolvere, a tempo dimezzato, con completezza il suo dovere, due son le cose: o libera il posto dal comune di Galatina o libera quello dal Comune di Gallipoli. Almeno non saranno in due a soffrirlo o se preferisce almeno uno dei due potrà godere della sua piena disponibilità.

 

Pubblichiamo la lettera che l’ENPA ha inviato, sulla problematica, al sindaco Montagna, ed al dirigente Antonio Orefice      

” Comune di Galatina

Al Sindaco dott. Cosimo Montagna

Al Dirigente Servizio Polizia Municipale

Dott. Antonio Orefice

 

Oggetto: manutenzione verde canili di Galatina. Richiesta di verifica

 

La presente per invitare questo Servizio a voler vigilare costantemente con controlli sul campo, affinchè siano rispettati tutti gli obblighi per i quali il nuovo gestore dei canili comunali ha ottenuto l’aggiudicazione della gara, con particolare riferimento alla manutenzione del verde e all’assistenza sanitaria dei cani che prevede tra l’altro la loro disinfestazione contro pulci e zecche.

Dalle foto pervenuteci, allegate per pronta reperibilità, risulta di solare evidenza che, sia al canile di San Vito e sia a Latronica (ancora in funzione), non è stato effettuato nessun intervento di sfalcio delle erbacce che, soprattutto in questo periodo, comporta delle conseguenze tra l’altro prevedibili quali:

1) presenza di forasacchi che si infilano nelle zampe e nelle orecchie dei cani e che, qualora dovessero penetrare nelle radici del naso, potrebbero procurare danni mortali per l’animale;

2) impossibilità di disinfestare l’ambiente che in questo periodo dell’anno è invaso dalle zecche. 

Tra le altre si sottolinea che la mancata manutenzione oltre a costituire un inadempimento contrattuale da parte della nuova gestione, ma ciò non costituisce una novità, presenta le strutture, specie quella nuova di San Vito, come luoghi degradati in cui è evidente la mancata cura.”