Degrado, sporchizia, incuria. E’ questo il messaggio di chi ci amministra?
Lettere/Galatina/ di Dario I.
Egregio direttore,
mi permetta questo sfogo.
Palazzo della Cultura, lato di via Cafaro. Possibile che nessuno se ne sia mai accorto? A fianco ci sta il laboratorio “Bollenti spiriti”. Salvo seri problemi alla vista è impossibile non accorgersi. I lampioni all’interno del recinto del Palazzo, lo spiazzo che ai tempi del vecchio Liceo fungeva da palestra all’aperto, sono da tempo immemorabile spenti la sera ed accesi di giorno sino a sera.
Siamo in una zona centrale e mi rifiuto di credere che sia stato il solo ad accorgermene. Devo, purtroppo, dare atto di aver ragione a chi continua a sostenere che lo stato di degrado in cui si sta portando questa città è ormai giunto veramente a limiti insopportabili.
Stazioni di distribuzione di carburante da tempo disattive, in pieno centro cittadino, sono diventate ormai dei cessi e depositi di rifiuti. So le battaglie che il Sedile sta portando avanti da tempo su questo argomento, ma vedo che con questi amministratori è tutto inutile si rimangiano anche quel che scrivono. Comandano, ordinano e si prendono in giro da soli. Chi deve eseguire non esegue e chi ordina, il sindaco, si prende in giro da solo e pensa di prendere in giro i cittadini di Galatina.
L’unica cosa che funziona, bisogna darne atto, sia all’assessore all’ambiente che a quello alle società partecipate, che poi è sempre lo stesso è il verde pubblico. Come cresce bene quel verde spontaneo sui marciapiedi ed ai cigli delle strade è veramente uno spettacolo e capisco perfettamente come agli addetti al servizio della CSA dolga il cuore estirparlo. Vuoi che si elimini l’unica cosa naturalmente funzionante in città?
Essendo lì, però, da tempo immemorabile qualcuno (?) si arrischia a definire certi comportamenti degli addetti ai lavori e dei politicanti come arroganza, menefreghismo, incapacità ed incompetenza. Vi allego alcune foto e cordialmente vi saluto.
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Lettere come le sue sig. Dario non fanno che aggiungere amarezza ad amarezza. La città non è altro che lo specchio di chi ci governa e dei suoi cittadini. Per fortuna non tutti i cittadini, come pure spero non tutti gli amministratori, sono uguali, allineati e coperti. Ci son tanti cittadini come Lei che hanno ancora la forza di continuare ad urlare ed arrabbiarsi, come pure spero riesca a trovare la forza di arrabbiarsi ed urlare anche qualche amministratore. Ricambio i saluti e la prego di continuare ad arrabbiarsi e di sfogarsi quando vuole. (p.z.)



