Nella gremitissima sala del Sindaco di Palazzo Orsini momenti di viva commozione alla consegna delle targhe.
Dopo sei anni di assenza è ritornato il premio “Città di Galatina- Beniamino De Maria” . E’ ritornato perchè fortemente voluto dalla città e dai suoi amministratori ed è ritornato per riprendere ad insignire, con un riconoscimento, chi ha contribuito all’elevazione culturale di questa città donandole rinomanza e risonanza nazionale ed internazionale.
Ma non della sola città si son volute riconoscere e premiare le eccellenze ma anche di quelle di tutto il Salento. Si, di tutto il nostro Salento ed è per questo “ che con questo premio- ha dichiarato il sindaco Cosimo Montagna- intendiamo riprendere un cammino che dovrà portarci a dare un respiro sempre più ampio alla manifestazione come d’altra parte si può evincere dal panorama delle personalità insignite del premio ”.
Prima dell’ interruzione, nel 2006, ultimo ad essere stato premiato era stato, appunto il senatore Giorgio De Giuseppe, senatore DC del collegio elettorale Maglie-Galatina. “ Con Galatina ho un legame intenso quasi un vincolo di sangue dovuto oltre che alla militanza politica nello stesso partito anche, e principalmente, all’amicizia fraterna con l’on. Beniamino De Maria”.
Di De Maria ha ricordato le battaglie ed i successi ottenuti anteponendo sempre l’interesse della città a quello personale. Ha ricordato l’ospedale S. Caterina Novella “ nato per curare e per fare ricerca scientifica come ha fatto per tantissimi anni”. Ha ricordato il Quartiere Fieristico ed infine, l’Università di Lecce fortemente voluta con lungimiranza insieme all’altro padre costituente salentino on. Codacci Pisanelli.
“ Quando decisi di non candidarmi più- ha ricordato il sen. De Giuseppe- fu De Maria che organizzò una festa di ringraziamentoe di saluto in mio onore. Conservo ancora la medaglia che mi consegnò. Ero commosso, ma che mi candidavo a fare se il mio partito ormai non esisteva più?”
Una lezione di coerenza e di fedeltà agli ideali che un partito a quei tempi significava. “ Dopo la sua morte che avvenne l’8 marzo del 1994, nel 1998 scrissi una lettera all’allora sindaco di Galatina Garrisi per chiedergli se fosse possibile istituire un premio della città di Galatina che premiasse personalità di spicco espressione della nostra società e nello stesso tempo perpetrasse il ricordo e la memoria di quest’uomo che tanto ha dato e fatto per la sua terra”.
Si è poi passati ai conferimenti del premio. Quattro i premiati per colmare il vuoto creatosi nei sei anni di sosta. Mons. Lazari Fedele per il biennio 2008-2009. Tante generazioni sono cresciute sotto la sua guida umana e spirtuale, compresa anche quella del sottoscritto che ha avuto il piacere e l’onore di averlo prima come insegnante di religione alle scuole medie secondarie di primo grado G. Pascoli e poi come guida spirituale ed amico nell’ Azione Cattolica nella Chiesa Madre. Potrei essere considerato uomo di parte se mi mettessi a tessere le sue lodi. Parla per lui la sua vita il suo esempio e la sua azione.
E’ stata poi la volta di Lucio Romano. Molti lo ricorderanno maggiormente come segretario del PCI di Galatina per tantissimi anni ed anche come Consigliere Provinciale dello stesso partito. Lucio è stato anche uomo di cultura e poeta di notevole spessore, con svariate pubblicazioni e riconoscimenti nazionali. A ritirare il premio vi era la moglie, emozionatissima, col groppo alla gola ha ringraziato tutto e tutti.
A seguire la targa-premio è stata consegnata al prof. Rosario Coluccia per il biennio 2012-2013. “ Mi chiamano e mi conoscono tutti come Pino. Il mio primo nome però è Rosario e poi Giuseppe Coluccia. Dal secondo nome è derivato quel “Pino” con cui impropriamente sono chiamato e conosciuto da tutti gli amici”.
“ Amo la mia città- ha continuato il Professor Coluccia- ma dobbiamo fare di più perché sia meglio conosciuta di quanto lo sia ora grazie alla sola Chiesa di S. Caterina”. Poi giù a sciorinare un insieme di personaggio della storia e della cultura galatinese “ conosciuti ed apprezatissimi all’estero” di cui nella miglior delle ipotesi si è appena sentito casualmente il nome. In pochi minuti una lezione di incommensurata cultura su Galatina e galatinesi illustri. Lo ammetto , mi ha fatto sentire un grosso ignorante della storia e della gente della mia città e credo di esserlo stato in amplissima compagnia. Alla fine dal fondo sala si elevato un urlo ” Bravo Pino”.
Premiato infine per il biennio 2014-2015 il giornalista galatinese Aldo Bello scomparso nel 2011. Una vita nel giornalismo e per il giornalismo percorrendone tutte le tappe che lo hanno poi portato ai vertici del giornalismo italiano. Ha ritirato il premio la moglie anch’ella assai commossa. Ha dovuto attendere alcuni secondi per riprendersi e poi ha parlato dell’amore che il marito nutriva per la sua terra, il suo legame, come un cordone ombelicale, che non si era mai spezzato. Ha parlato di come e di quanto nel suo lavoro Aldo Bello ponesse sempre in primo piano la questione meridionale, i sui secolari problemi ed i nodi da sciogliere perché un giorno si potessero affrancare i giovani dal triste, obbligato percorso dell’emigrazione.



