Il Sedile

Consorzi di Bonifica: da Coldiretti Puglia secco no al passaggio acqua ad Acquedotto Pugliese. Aggraverebbe i costi a carico degli agricoltori.

Cronjaca/di Coldiretti Puglia

“Creare artatamente confusione tra il pagamento del contributo di bonifica che attiene esclusivamente le opere di manutenzione e il pagamento del costo dell’acqua serve ad approcciare strumentalmente un tema che grava sulle spalle degli agricoltori che pagano sia la bonifica che l’acqua.

Affermare che il passaggio dell’acqua ad AQP farà risparmiare i cittadini pugliesi è privo di fondamento, considerato che gli agricoltori, i cittadini pugliesi che l’acqua la pagano regolarmente e già profumatamente, avrebbero l’aggravio del 10% di IVA in più sulle bollette, come già avviene per chi si approvvigiona dai pozzi attraverso l’ARIF e il già paventato aumento dei costi dell’acqua con la gestione AQP.

Gli stessi agricoltori/cittadini pugliesi sono, tra l’altro, chiamati a pagare gli oneri di contribuenza per le opere di manutenzione ordinaria, di cui beneficiano gratis gli urbani, senza che le opere siano realmente effettuate” è perentorio il Presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

“E’ iscritta all’ordine del giorno in Consiglio regionale la proposta di legge regionale del consigliere regionale Pentassuglia tesa proprio a scongiurare il passaggio della gestione irrigua ad AQP. Per questo chiediamo che la norma venga subito portata in discussione per evitare l’ennesima tegola ai danni degli agricoltori pugliesi”, insiste il presidente Muraglia.

“Il debito delle strutture commissariate non sparirà certamente d’incanto passando la gestione dell’acqua dai consorzi ad AQP – insiste il Presidente Muraglia – perché ormai è stato accumulato nei quasi 20 anni di gestione commissariale e attiene esclusivamente la bonifica, non ha nulla a che fare con la gestione irrigua. Tra l’altro, il debito non è stato creato dagli agricoltori, piuttosto dal lungo commissariamento dei 4 Consorzi Arneo, Ugento Li Foggi, Stornara e Tara e Terre d’Apulia che, in grave crisi economico-finanziaria, non sono stati più in grado di garantire la vitale attività di manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio”.

“Per regolarizzare i debiti pregressi dei singoli Consorzi in fase di fusione e soppressione, l’intervento finanziario promesso dalla Regione Puglia è indispensabile, atteso che infrastrutture e impianti non sono di proprietà dei Consorzi, e non devono in alcun modo ricadere sui consorziati, che non hanno contribuito alla gestione negli ultimi 20 anni, oneri creati da gestioni commissariali e quindi da amministratori nominati dalla Regione, che avrebbero dovuto operare nel rispetto di indirizzi regionali”, tiene a precisare il direttore di Coldiretti Puglia, Pietro Piccioni.

“Non è assolutamente percorribile la strada – incalza il direttore Piccioni – di ripartire le competenze della bonifica integrale tra istituzioni diverse quale il Consorzio di bonifica e l’AQP, separando la bonifica idraulica ossia la regolazione delle acque che verrebbe affidata al Consorzio, dalla gestione e utilizzazione delle stesse risorse idriche che verrebbe affidata all’AQP. Si ricorda che sul territorio spesso i canali assolvono, sia pure in tempi diversi, la duplice funzione di scolo e di adduzione a fini irrigui. L’integralità rappresenta una felice intuizione del legislatore del 1933, che viene costantemente riconosciuta come indispensabile e riproposta in tutte le regioni nelle leggi per il settore della bonifica”.

Per Coldiretti Puglia si sono consolidate nel tempo nuove ed inevitabili esigenze di manutenzioni ordinarie e straordinarie delle opere pubbliche di bonifica  che non possono e non debbono essere scaricate sugli utenti, i quali hanno, loro malgrado, subito nell’ultimo decennio innumerevoli danni per mancata manutenzione e oggi non possono soggiacere agli effetti di percorsi legislativi impraticabili e deleteri.

Exit mobile version