Aumento di 5 ore settimanali per 12 dipendenti part time. Una stupidaggine che non risolve il problema.

Cronaca/di pietro zurico

Secondo quanto affermato nella delibera di Giunta Comunale n. 175 il motivo per il quale la Giunta avrebbe deciso di aumentare di 5 ore la settimana lavorativa di 12 dipendenti part time (ex LSU), sarebbe da rinvenire nella varietà ed eterogeneità di funzioni di cui gli uffici comunali sono gravati.

Questa molteplicità di compiti renderebbe difficile, con un monte di 20 ore lavorative (25 per due unità) dei dipendenti in oggetto, assicurare risposte alle necessità di volta in volta segnalate dagli uffici e dai servizi comunali.

Questa motivazione, sempre secondo quanto addotto in Delibera, avrebbero spinto i Dirigenti dell’Ente a manifestare l’esigenza di incrementare l’orario di lavoro delle suddette unità lavorative di almeno cinque ore settimanali.

Pertanto le ore settimanali di 10 dipendenti sono passate da 20 e da 25 e da 25 a 30 quelle di altri due. Il che, spiegano, non significa nuova assunzione ma soltanto incremento di ore lavorative perché, secondo giurisprudenza del TAR,
per essere considerata una nuova assunzione, le ore settimanali dovrebbero essere 32 .

Insomma con questo sotterfugio i posti da ricoprire in pianta organica, secondo il Piano triennale delle assunzioni, è salvo nella sua interezza. Si possono fare tranquillamente tutte le assunzione programmate. In più hanno fatto un’elemosina ai lavoratori part time calpestando ancora una volta la loro dignità senza aver risolto nessun problema della città.

Avrebbero potuto fare e l’una e l’altra cosa come peraltro fu fatto con i due agenti di polizia municipale assunti part time e dopo un anno passati a tempo pieno. Quando volere è potere.

Per capire quanto sto affermando bisogna partire dalla considerazione che le 12 unità sono tutte dipendenti di cat. A. Per rendere l’idea di quali siano le mansioni di un dipendente di cat. A, semplificando, pensate al “portacarte”.

Stiamo quindi parlando di personale con un novero di mansioni assai limitato. Da qui si intuisce quanto sia assai poco credibile la motivazione addotta dai Dirigenti e posta alla base della decisione della Giunta.

La verità è invece un’altra. Il fabbisogno dei Dirigenti non nasce da una esigenza di avere 12 “portacarte” ognuno con 5 ore di lavoro in più la settimana. Nasce, invece, dal fatto che le unità in oggetto sono quasi tutte utilizzate in mansioni di grado superiore rispetto alla loro qualifica e senza la corresponsione di un adeguato trattamento economico che spetterebbe loro per legge.

Vista sotto questo aspetto si comincia a capire il perché i Dirigenti avrebbero chiesto le cinque ore di lavoro settimanale per ogni lavoratore. Cinque ore per dodici unità corrispondono complessivamente a 60 ore settimanale. Corrispondono a circa due unità lavorative in più. Altro che l’aumento delle 5 ore non configura nuova assunzione. Si fosse trattato di 10-15 ore complessive la tesi poteva pure reggere ma con 60 ore di aumento la sostanza è ben diversa.

Nonostante tutto come dicevamo la scelta non ha risolto il problema dei lavoratori, ne quello delle esigenze della città, ha soltanto risolto quello dei Dirigenti che hanno inteso ulteriormente speculare sullo stato di bisogno del lavoratore e nello stesso tempo perpetrare l’illegalità.

La Città ha bisogno di operai, di custodi, di addetti alle piccole ordinarie manutenzioni, ha bisogno di “manualità”. La nostra Dirigente di settore è stata brava nello studiarsi la problematica e riuscire ad aggirare la legge scovando sentenze di alcuni Tribunali Amministrativi che hanno dato una spolverata di legalità alla soluzione.

Se la stessa volontà e lo stesso impegno da azzeccagarbugli lo avesse applicato anche nel tentativo di reperire una soluzione che avesse permesso di riqualificare il personale, avremmo sicuramente risolto sia il problema dei lavoratori che quello del reale fabbisogno della città.

Con buona pace di chi ora lo permette (sindacati compresi) avremmo anche eliminato l’illegale sfruttamento dei lavoratori utilizzati in mansioni superiori alla loro qualifica ma senza la corresponsione dell’adeguato ragguaglio economico.