Nel Teatro Tartaro la classe politica, in modo pilatesco, si autoassolve.

PDCronaca/ di p.z. PD1

Galatina – Hanno scoperto tutto all’improvviso? No, sapevano tutto ed hanno lasciato scorrere fino a quando anche quel qualcuno, che si sentiva in una botte di ferro, ha fiutato la reale possibilità che la cosa stava per giungere a toccare da vicino anche lui ed il suo interesse. Allora è stato messo in movimento l’attuale meccanisco nel tentativo di far capire dalle parti di via Capruzzi a non insistere troppo perchè qualcuno potrebbe anche farsi politicamente male. Riuscirà o meno questo è il suo obbiettivo.

Al grido di “Salviamo il S. Caterina Novella” è così partita la crociata per la santa causa. Peccato che l’incontro di ieri, nel civettuolo e vezzoso Teatro Tartaro ha messo a nudo tutte quelle che nel tempo sono state le lacune e le omissioni di una classa politica imbalsamata e totalmente assente dalle problematiche del territorio.

Nel corso dell’ incontro è stato fatto trasparire in modo cristallino che la manovra di graduale demolizione del S. Caterina Novella è partita da molto lontano e tutti son rimasti immobili. Si è saputo che il S. Caterina Novella aveva ed ha tutti i requisiti per essere un ospedale di I categoria ma tutti son rimasti immobili. Si è saputo che hanno distolto finanziamenti già stanziati per lavori già appaltati che poi improvvisamente sono spariti… e tutti son rimasti immobili.

Si è anche saputo che, con una politica mirata, hanno chiuso reparti e soppresso posti letti (tipo ostetricia) per poter poi affermare che il nosocomio galatinese non possiede i 350/400 posti per poter essere qualificato ospedale di I categoria. Si è saputo che Copertino ha fatto rilevare un maggior numero di interventi chirurgici nel corso del 2015 solo perchè il primario di chirurgia del S. Caterina Novella è stato spostato a Copertino. Tutti sapevano ma tutti erano quiescenti ed in religioso silenzio….Son rimasti immobili.

Si è saputo che l’ospedale di Copertino non aveva e non ha, rispetto a quello di Galatina, i requisiti per poter essere ospedale di I categoria ma che le risultanze di una “perfida” manovra politica, complice la burocrazia sanitaria gli ha permesso di essere oggi in posizione privilegiata rispetto al PO di Galatina.

Queste, senza nel entrare nello specifico della paternità delle dichiarazioni, è quanto è emerso nell’incontro aperto al Teatro Tartaro sul S. Caterina Novella. E’ emerso, per stessa implicita ammissione di tutte le rappresentanze politiche, in modo particolare quelle galatinesi, che a Copertino esiste una classe politica locale assai più qualificata ed attiva di quella galatinese, che ama e lavora seriamente per la qualificazione e l’avanzamento sociale e culturale del proprio territorio.

Si è cercato anche di far capire subdolamente che la colpa, tutto sommato, non è della classe politica, ma della burocrazia, quella burocrazia che violando leggi e dispositivi legislativi ha permesso ed attuato quanto si è gradatamente verificato ai danni del nostro Ospedale. Questa è una storiella che i nostri amministratori amano ripetere ed a cui ricorrono spesso anche in sede amministrativa comunale per potersi scaricare la coscienza dalle proprie colpe. Pare quasi che la burocrazia sia un corpo estraneo, a se stante, con proprie leggi e propria autonomia operativa e non invece un complesso che è soggetto a seguire ed eseguire le direttive impartite dalla classe politica e che nulla può fare se la classe politica non autorizza. Vero è, invece, il contrario ossia che la burocrazia sostituisce la politica, anche governando, quando quest’ultima si dimostra incapace ed incompentende a governare e ad esercitare i dovuti controlli.

Si ritorna, pertanto, sempre al punto di partenza. Questa classe politica governante sta definitivamente distruggendo la città e le sue residue potenzialità di poter riuscire faticosamente a recuperare il suo ruolo e la sua centralità. Ora attendiamo martedi, 12 gennaio, con la seduta “aperta” del Consiglio comunale dove, magari, aumenterà il numero delle prefiche affinchè il grido di dolore ed il clamore del pianto possa alzarsi potente verso il cielo fino a raggiungere gli spazi siderali. Far sapere che l’ Ospedale S. Caterina Novella è morto per colpa di altri e che l’Amministrazione Comunale piange addolorata la sua dipartita.