Lo ha disposto l’ordinanza della Direzione Territorio ed Ambiente
Galatina – Con l’ordinanza n.101/D dell’8 luglio 2015 della Direzione Ambiente e Territorio giunge in dirittura d’arrivo la vicenda del gazebo di piazza Lillo. Senza voler ulteriormente polemizzare con il funzionario firmatario dell’ordinanza, ing. D’Errico, che invitava ad una visita nel suo ufficio “ col capo cosparso di cenere” se qualcuno avesse voluto ulteriori conferme dove stava la verità diciamo che quanto scritto nell’ ordinanza è la prova provata che avevamo ragione noi.
Nell’ordinanza si intima al sig. Baldari Pietro di eseguire, entro 15 giorni dalla notifica dell’ordinanza, i lavori necessari “per eliminare quanto realizzato in difformità dalla Concessione n.11 del 19 febbraio 2015 rilasciata dall’Ufficio tributi per l’occupazione di suolo pubblico”.
L’ordine al sig. Baldari è preceduto da una cronistoria dell’intera vicenda. In essa si dice che il 31 maggio 2015 la polizia municipale ha effettuato un sopralluogo al fine di accertare la regolarità dei lavori di realizzazione del gazebo di cui in oggetto e che in seguito ai chiarimenti forniti dalla Soprintendenza ai beni Architettonici e Paesaggistici ( ha omesso di dire che la nota della Soprintendenza era la seconda) in cui si riaffermava che “in relazione alla richiesta di installazione del gazebo è da intendersi esclusivamente per la realizzazione di una pedana lignea e non per la realizzazione di un gazebo”.
Pertanto al sig. Baldari fu intimato verbalmente da parte della polizia municipale la sospensione dei lavori e successivamente “con l’ordinanza 76/D è stata disposta l’immediata sospensione dei lavori”.
Al termine della vicenda propedeutica all’emanazione dell’ordinanza di eliminazione del gazebo vi è una nota dell11 giugno dell’Ufficio tributi in cui l’ing. D’Errico si è fatto mettere iscritto (si evita rigorosamente ogni commento) che “ il titolo concessorio n. 11 del 19 febbraio 2015 rilasciato al sig. Baldari Piero è da ritenersi riferito alla sola pedana e non al gazebo nel suo complesso come riportato nelle prescrizioni contenute nel parere rilasciato dalla Soprintendenza in allegato al titolo concessorio per farne parte integrante e sostanziale e confermate dalla stessa Soprintendenza con successiva nota mail del 29.05.2015”
Solo alla luce di tanti e tali chiarimenti, giusto come avevamo detto e ripetuto, l’ing. D’Errico ha ordinato la rimozione del gazebo da piazza Lillo. Fine della storia?
