A Bari inflazione al -1%. grano a meno 35%, latte a -16% , verdure a -60%
Secondo i dati dell’Istat relativi alle grandi città che segnano prezzi in calo su base annua, passate da 22 di marzo a 20 di febbraio è’ deflazione a Bari, dove si registrano i ribassi più forti dei prezzi dei beni alimentari fino a -1% . Il circolo vizioso alimentato dal calo della domanda e dei consumi viene amplificato nelle campagne pugliesi, dove i prezzi del grano duro hanno subito un calo del 35%, del latte del 16% e degli ortaggi che registrano il crollo fino al 60% rispetto allo scorso anno.
La situazione dei prezzi in campagna, secondo la Coldiretti, sta assumendo toni drammatici per il grano e gli allevamenti, in maniera particolare per il prezzo del latte alla stalla.
“Sono enormi e non più accettabili le distorsioni esistenti nel passaggio dei prodotti dal campo alla tavola e nei processi della trasformazione, come ad esempio dal grano alla pasta e al pane e dal latte ai prodotti lattiero-caseari – afferma Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – durante il quale i prezzi si moltiplicano in modo esponenziale e i centesimi si trasformano in euro. Per ogni euro speso nell’acquisto di prodotti alimentari solo 15/ 17 centesimi nella migliore delle ipotesi servono a remunerare il prodotto agricolo”.
La famiglia pugliese (2/3 componenti) spende in media ogni mese 412 euro per i consumi alimentari. Il capitolo di spesa più consistente riguarda carne (95 euro), ortaggi e frutta (68 euro), pane e farinacei (66 euro), latte, formaggi e uova (63 euro), oli e grassi (13,7 euro).
