L’OSTERIA e i “CHICCHESSIA”

Ragazzi vi ho detto mai che comincio a provare vergogna per come si amministra la mia città ?

Rubriche/Opinioni/ di Veronica Romano

Galatina – Caro consigliere Peppino, voi del PSI ( sigh!! ) siete come sempre alla ricerca della polemica spicciola, della polemica populista.
La vostra è un’opposizione ideologica, quasi nostalgica.
Che differenza c’è tra i “fini sociali” per cui l’ex-convento delle Clarisse, ( per comodità in seguito potrò chiamare “locale”) è stato ristrutturato e l’utilizzo stesso nell’occasione incriminata?
Ve lo dico io: Nessuna.
Il festeggiamento di un qualsiasi compleanno ha sempre un “fine sociale” se poi i festeggianti o i festeggiati sono amici, magari votanti o anche fans, allora il fine sociale vale doppio.
Il compleanno è il tempo che passa, è emozione, allegria, felicità, sono tanti brindisi, tanti “auguri” e tanti battimani.
Tante condivisioni che la magia della VODKA spesso risalta.
Bene ha fatto, come tu non senza ironia dici, Amante & C. a far rivivere a un “locale” privo di emozioni, l’emozione di un festeggiamento, per non parlare della ricadute economiche se, come sempre tu mi dici, parli di catering, alcolici e non, e poi vestiti collane e regali.
Sei rimasto indietro consigliere, sei rimasto al tempo delle “Clarisse”, ma i tempi cambiano, le maggioranze pure, magari un po’ si fa fatica a sopportare tutto il carico delle innovazioni che i governatori attuali, superando se stessi, hanno portato.
Sarà stata una serata avvincente e divertente, vissuta in un’atmosfera tra il sacro e il profano, tra flash e cin cin.
Voi socialisti non avete colto la trasgressione, il senso di un luogo triste e cupo trasformato in un luogo allegro e festoso, un luogo abituato a sentire i canti religiosi delle Clarisse trasformato nel tempio sacro della musica di Lady Gaga e Shakira.
Che dire poi nei confronti di esponenti della maggioranza presenti alla festa e che hanno con la loro presenza onorato e dato lustro all’evento e che avranno sicuramente tra un twist e un cha cha cha, dispensato tante pillole di saggezza.
Io avrei un’idea ancora più avanzata e sicuramente in linea con le vedute della maggioranza.
Ufficialmente propongo che quel “locale” venga utilizzato come nuova sede del mercato coperto: “arance, mele e pere. Peperoni e melanzane. Cozze, acciughe e baccalà paesano”. Oppure che quel “locale” venga utilizzato dagli amanti del tressette con annessa una romantica “osteria”.
Penso che tale utilizzo sarebbe in linea con la sua storia e penso pure che un governo locale così attento e lungimirante valuterà attentamente e positivamente il progetto.
In merito al possesso delle chiavi da parte dei signori che tu citi e che io, sfortunatamente non ho il piacere di conoscere, penso siano amministratori, penso abbiano titolo ad avere le chiavi di quel “locale” così come del resto penso abbiano le chiavi del cimitero e quelle dell’isola ecologica.
Si tratta pur sempre di “autorità” non di “chicchessia”.
E infine sul fatto che il consigliere De Pascalis non fosse anch’egli firmatario dell’interrogazione, io non trovo nulla di strano, magari ha cambiato idea, magari ripensandoci è rimasto affascinato dall’utilizzo, e avrà pensato ad utilizzarlo a sua volta in occasione di qualche sua ricorrenza o per qualche “convention”.
O magari soltanto per una “mostra canina”.
Ragazzi vi ho detto mai che comincio a provare vergogna per come si amministra la mia città ?
Vi ho detto mai che in questa come in altre occasioni leggo oltre a ignoranza, una stupida quanto inutile arroganza ?
Ragazzi vi ho detto mai che questa politica fa schifo?
Che ci toccherà ripulire, togliere quella puzza di clientele e vecchia politica, quella gestione della “inutilità” che ha inginocchiato il paese e che ha trasformato l’ex-convento delle Clarisse in una sala da ricevimenti ?
Sono stati eletti nel segno della “novità e discontinuità” politica ed ora si trovano a riaffermare la peggiore continuità, quella continuità che la gente non aveva votato.
A trovarmi in una situazione del tipo “Clarisse” avrei fatto fatica a tenere ferme le mani.
Loro no, nessuna fatica, sempre allineati, sempre in fila, nessun distinguo neanche per sbaglio.
Sono i segni della “novità” o anche della “mediocrità”.