Quali criteri sono stati adottati per reperire gli esercizi commerciali da convenzionare?

VoucherCronaca/ di p.z.

Galatina – A suo tempo, lette le dichiarazioni del sindaco Montagna e del suo assessore Vantaggiato, l’iniziativa sembrava assai lodevole ed in effetti lo era e lo è almeno nelle intenzioni. Si trattava dei voucher sociali, ossia quei buoni a favore delle famiglie più deboli e disagiate  o, per meglio dirla con le parole del Sindaco, “di quelle famiglie che, per ragioni diverse, come la perdita del posto di lavoro e il generale aumento del costo della vita, non sono più in grado di arrivare a fine mese”.

Si trattava, in sintesi, di incrementare in bilancio la spesa sociale attraverso la messa a disposizione di 40.000 euro per dare una mano a queste famiglie in base ad una graduatoria delle richieste  a cui  fare riferimento per il rilascio dei voucher sociali fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Il servizio consisteva nell’erogazione di buoni acquisto in formato cartaceo del valore massimo di € 300,00, con validità di mesi 6, per l’acquisto di generi alimentari e articoli di prima necessità per la casa e la persona  da  € 150,00 per i nuclei formati da 1-2 componenti,  € 200,00 per i nuclei formati da 3-4 componenti ed € 300,00 per i nuclei formati da più di 4 componenti. Oltre 50,00 euro per ogni figlio a carico, dopo il terzo.

Nulla da eccepire anzi come già detto un plauso all’iniziativa visto che una volta tanto non si stava finanziando con soldi pubblici una delle tante fiere della vanità. Sarà poi che il passaggio dall’idea politica alla sua realizzazione pratica passa e si impiglia nella rete di quella parte di burocrazia o mala burocrazia,  quella che al contrario di Re Mida ciò che tocca da originario oro si trasforma in ferro arrugginito, che anche in questo caso tanti elementi hanno contribuito a gettare ombre e discredito sulla sua bontà dell’iniziativa. Naturalmente tutto ciò sempre che non sia stata la stessa politica a dettare le direttive.

Giorni fa ero nei pressi della cassa di uno dei negozi convenzionati  all’utilizzo dei buoni spesa ed ero preceduto da una signora che sembrava il ritratto vivente di Nefertiti per quanto il suo corpo era ricoperto da monili aurei più che da vestiti. Con sorpresa finale la signora, alla fine del conteggio totale della sua spesa ha chiesto al cassiere: “ Posso pagare con questi? ” e mostrò i voucher sociali. Inutile descrivere lo sguardo di incredulità intercorso tra me ed il cassiere.

Spinto dalla curiosità ho chiesto informazioni al gestore dell’esercizio su come funzionasse il meccanismo ed ho, con meraviglia, scoperto che un paio di persone si son recate da lui e gli hanno chiesto se volesse far parte dell’iniziativa che avrebbe veicolato un certo numero di consumatori nel suo negozio che avrebbero potuto in seguito anche diventare suoi clienti. In cambio avrebbe dovuto cedere alla società che essi rappresentavano il 5% del ricavato venduto tramite i voucher.

L’esercente avrebbe dovuto insomma cedere il 5% del suo guadagno alla Passapartu, la Società in questione,  per essere annoverato tra gli esercizi convenzionati all’acquisto tramite voucher, ma non è finita qui in quanto i voucher avrebbero dovuto essere spediti tramite raccomandata alla stessa Società entro il 30 di giugno che avrebbe liquidato per differenza quanto di competenza a 60 giorni dalla data ricezione raccomandata. Insomma vendi oggi ed incassi tra due mesi con detrazione del 5%.

Alla mia domanda se avesse fatto richiesta per essere inserito in qualche elenco comunale per dare la propria disponibilità ad iniziative di tal genere la risposta è stata negativa. Ho pensato, allora, che il criterio selettivo avesse potuto essere quello della richiesta verbale a tutti gli esercizi commerciali di aderire o meno all’iniziativa. Niente di vero poiché la stragrande maggioranza dei negozianti  da me interpellati hanno dichiarato di non essere stati contattati.

Riassumendo è emerso che i Servizi Sociali si sono occupati della graduatoria dei bisognosi . Hanno poi, non si capisce con quale criterio, individuato la Passapartù a cui assegnare  il compito di reperire, o di far visita ad un elenco forse già predisposto di esercenti commerciali, compresa qualche farmacia, stipulare la convenzione e  gestire le risorse economiche con le quali pagare i convenzionati.

In cambio questa Società tratterrà dal capitale da finanziamento  2.000 euro che corrisponde al 5% dei 40.000. Resta infine una domanda: Dei voucher eventualmente non spesi le relative somme faranno ritorno alle casse comunali oppure resteranno nelle casse della Passapartù?