Ora, sostiene Coldiretti Puglia, bisogna immediatamente aprire i rubinetti dell’irrigazione
Viene commentata positivamente dal presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele, l’istituzione della commissione d’inchiesta sui consorzi di bonifica commissariati ed a chiedere che le strutture consortili aprano immediatamente la stagione irrigua. A ciò si unisce anche l ’augurio di buon lavoro al neo eletto presidente Stea che si accinge ad affrontare una situazione oltremodo complessa e delicata, per cui sin d’ora Coldiretti garantisce disponibilità e collaborazione.
L’azione di accompagnamento che la Regione Puglia ha svolto nell’ultimo decennio con l’obiettivo di traghettare le strutture consortili fuori dalla crisi economico-finanziaria non ha sortito gli effetti sperati. Il lungo commissariamento e l’improvvida decisione, secondo Coldiretti, di sospensione della riscossione dei ruoli da oltre dieci anni hanno aggravato la situazione dei Consorzi di Bonifica ubicati sotto la linea dell’Ofanto.
“I nostri imprenditori hanno pagato a caro prezzo – denuncia Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – i ritardi nella gestione del ‘bene acqua’. I costi incidono direttamente sulle voci di spesa delle imprese agricole e, quindi, ne influenzano pesantemente il grado di competitività rispetto a quelle europee, competitività che l’agricoltura locale riesce molto spesso a sostenere, grazie all’elevata professionalità e qualità raggiunte. Ma l’acqua diviene uno strumento imprescindibile, l’obiettivo primario resta la certezza della disponibilità. Un ulteriore motivo per far uscire i consorzi di bonifica dalle sabbie mobili in cui permangono da anni, perché nel settore irriguo gestiscono una superficie servita da opere di irrigazione di oltre 210mila ettari, 102 invasi e vasche di compenso, 24 impianti di sollevamento delle acque a uso irriguo, 560 chilometri di canali irrigui e circa 10.000 chilometri di condotte tubate”.
I drammatici effetti dell’incuria e dei profondi cambiamenti climatici che si sono manifestati sul territorio regionale, caratterizzati dal succedersi di eventi estremi non sempre prevedibili, hanno reso non più rinviabile il rilancio dell’attività di Bonifica integrale.
Si sono consolidate nel tempo nuove ed inevitabili esigenze di manutenzioni straordinarie delle opere pubbliche di bonifica che non possono e non debbono essere scaricate sugli utenti i quali hanno, loro malgrado, subito nell’ultimo decennio innumerevoli danni per mancata manutenzione.
Inoltre, considerata l’urgenza di far ripartire le manutenzioni straordinarie e ordinarie per la indispensabile manutenzione del territorio, riteniamo non più procrastinabile un approfondimento in merito alle opportunità previste dai Fondi Comunitari FESR e PSR che andrebbero, a nostro avviso, maggiormente esplorate dalla Regione Puglia.
