“Per tutto l’inverno, scrivere ad uno sconosciuto, parlargli per telefono, è stato come fare un lungo viaggio per mare…”
Apriamo la nostra libreria virtuale. Trasferiamo sul “Sedile” la conoscenza delle novità editoriali. Un grazie alla Libreria Fiordilibro che ha accettato ed aderito con entusiasmo all’iniziativa. Mancherà forse il dibattito, il confronto, ma… chissà …mai dire mai. Il vostro monitor, il tepore della vostra casa, la comodità della vostra poltrona si alternerà sicuramente con gli incontri nelle sedi più consone ed appropriate ai dovuti approfondimenti. Noi cominciamo, come nostro costume, in sordina proponedovi ogni fine settimana ( questa è la speranza ed impegno) una lettura che, secondo il nostro modesto parere, potrebbe essere meritoria della vostra attenzione. Definiamolo, per ora, un “primo approccio conoscitivo”. Diamo il via al primo appuntamento e vi proponiamo un brano tratto da “Notturno” di Luisa Ruggio (p.z.)
Libreria/ di Libreria Fiordilibro di Emilia Frassanito
“Ha prenotato un posto di seconda classe sul treno del primo pomeriggio, lo scompartimento è pieno di studenti e lei si rintana nel sedile accanto al finestrino. Ha portato con sé della musica, la aiuta a passare la vita al montaggio mentre ce l’ha davanti. Sta accadendo, sta andando da Jul . Una luce arancio satura il cielo intorno alla stazione. Immagina di scattare una polaroid: i palmizi, i graffiti, il fischio del capostazione, la signora che saluta qualcuno camminando.
Ha messo in valigia i suoi vestiti preferiti. Sa che un giorno solo non basta per indossarli tutti, ma vuole che lui possa aprire l’armadio di una stanza numerata e dimenticare, per un istante, di essere in un albergo, in una città dove nessuno dei due abita. Ogni volta che il treno si ferma per una sosta, Lyda si alza in piedi, legge il nome del paese su un cartello azzurro e afferra il manico della valigia, pronta a scendere e a tornare a casa. Combatte questo impulso, si siede sotto lo sguardo incuriosito degli altri viaggiatori.
Non tirarsi indietro richiede una grande fatica. Il ragazzo seduto davanti a lei guarda divertito, aspetta il momento opportuno per attaccare bottone. Nel frattempo Lyda cerca di distrarsi dalla sensazione di stare per avere un infarto. Tra un po’, non potrà più nascondersi . Per tutto l’inverno, scrivere ad uno sconosciuto, parlargli per telefono, è stato come fare un lungo viaggio per mare, oppure nello spazio, a bordo dell’Apollo 11.
Un allunaggio forse non è diverso dal sapere che quando questo treno finirà la sua corsa lei camminerà accanto al suo unico satellite naturale Jul, una luna. Ricorda a se stessa che non deve aspettarsi niente. Questo motivo serve a prevenire ogni delusione possibile. I suoi occhi si riflettono sul finestrino, è questa faccia che lui vedrà, non quella di tute le ragazze che ha creduto di essere ascoltando le sue favole. Non sarà Ava Gardner, né quell’attrice che Jul nomina spesso, Maggie Cheung. Valuta questi lineamenti. La vita usa con loro il linguaggio della neve, della pioggia e del verde tenero che comincia a gemmare nella piana attraversata dal treno. ……………….”
Tratto da “Notturno” di Luisa Ruggio – Besa Editore
Luisa Ruggio scrittrice e giornalista ha esordito nel 2006 con il suo primo libro “Afra” aggiudicandosi ben 5 premi letterari, ha inoltre pubblicato diversi saggi sul cinema e la psicoanalisi e altri tre libri: “Teresa Manara” nel 2014, “La nuca” nel 2008, e la raccolta di racconti brevi “Senza Storie”.