Ritenuta non congrua l’offerta. Tentativo per farla aumentare prima del nuovo Avviso d’asta però già bandita. Tentativo riuscito o ritardi burocratici?
Cronaca/ di Redazione
Galatina – Nel dare ieri la notizia della avvenuta pubblicazione del nuovo tentativo di vendita (il quarto) tramite asta pubblica degli immobili comunali da alienare, avevamo notato l’assenza tra di essi del palazzo Ferrarese. Nell’ultimo incanto l’immobile era stato l’unico ad aver ricevuto un’offerta ma era stata talmente irrisoria che era veramente impossibile pensare che potesse essere stata accettata.
Avevamo avanzato alcune ipotesi, su una ci abbiamo azzeccato. L’offerta è stata ritenuta non congrua (100 mila euro su un importo a base d’asta di 450 mila ) e si invitava l’offerente a farne un’altra al rialzo.
Si legge, però, nella Determina dirigenziale n. 572, (nella quale manca peraltro l’indicazione del dirigente responsabile), che prima di attivare una nuova procedura di gara, il responsabile del procedimento (dalla determina si evince essere l’ing. Nicola Miglietta) avrebbe dovuto informare l’offerente dell’esito di non congruità dell’offerta ed invitarlo ad una offerta al rialzo, fatta salva anche in questo caso la facoltà di valutazione di congruità da parte dell’Amministrazione.
Il nuovo Avviso d’asta è stato approvato e pubblicato nell’albo comunale on line e, come detto, tra i dieci cespiti immobiliari da alienare non figura palazzo Ferrarese. Nulla d’altro si dice.
Avanziamo per la seconda volta alcune ipotesi, anzi due ipotesi. La prima è quella che improvvisamente, come folgorato sulla via di Damasco, l’offerente su sollecitazione del funzionario comunale abbia sbalordito anche se stesso facendo un’offerta al rialzo eccezionale da circa 350/400 mila euro (cosa che riteniamo assai improbale). La seconda è quella che il funzionario possa aver agito con eccessiva tranquillità rispetto alle disposizioni della Dirigente tanto che il nuovo Avviso d’asta è già partito senza di lui e senza palazzo Ferrarese.