In una lettera ai segretari provinciali del PD attacca gli astensionisti : “Vogliono vincere facile”.
Il vice Segretario regionale del PD, Sandra Antonica, ha inviato una lettera ai segretari provinciali del proprio partito con la quale li invita ad attivarsi per organizzare punti di informazione, di incontro e di confronto, nelle piazze di Puglia. Ma va anche oltre perché invita apertamente, senza se e senza ma, il 17 aprile a recarsi a votare nel referendum popolare contro le trivellazioni a tempo indeterminato lungo le coste. Non solo ha invitato ad andare a votare ma anche a votare per il SI. Una lettera “forte” che ha fatto seguito all’ invito rivolto agli elettori dall’ex sindacalista CGIL, Teresa Bellanova, che convertita al renzismo ha visto la sua carriera correre spedita sino alla nomina a vice Ministro per lo Sviluppo Economico. Nei giorni scorsi la Bellanova aveva invitato a disertare il voto nel referendum dimenticando, forse, che il voto non è soltanto un diritto ma anche un dovere sancito dalla nostra Costituzione.
Questo il testo della lettera inviata da Sandra Antonica ai segretari PD.
“Alle elezioni europee del 2014 in Puglia ha votato il 51,5% degli aventi diritto. Quasi venti punti in meno rispetto alle elezioni precedenti. Un segnale chiaro della lontanaggine della politica dai bisogni e dai sentimenti popolari”
” Chi oggi a Roma e in Puglia – prosegue il vice segretario – chiede di non andare a votare nel referendum del 17 aprile vuole vincere facile. Ma fa un danno incalcolabile alla democrazia perchè disincentiva la partecipazione dei cittadini che domani, a ragione, troveranno altre motivazioni per disertare le urne. Sul referendum è possibile avere idee diverse, ma bisogna assumersi la responsabilità di convincere i cittadini delle proprie ragioni, non di invitarli ad andare al mare”.
“E questo è particolarmente vero in Puglia. – si legge nel testo – La nostre Regione – continua il testo- prima con Vendola e oggi con Emiliano, ha fatto da apripista alla battaglia in difesa del mare e dei nostri beni paesaggistici. Prima del presunto scontro tra Renzi ed Emiliano c’è il merito della battaglia referendaria; privilegiare il patrimonio naturale della Puglia rispetto agli interessi di chi chiede di trivellare i nostri fondali. E’ chiaro che il quesito ha un ambito limitato. Infatti fanno finta di non sapere che il referendum abriogativo per sua natura ha ambito limitato ma si carica di significati politici generali. Fu così nel 1965 con il referendum sulla scala mobile,, fu così nel 1991 con quello per ridurre le preferenze”
” Si al referendum in Puglia significa – continua Antonica – significa che i pugliesi hanno già pagato con il degrado ambientale di Taranto, Brindisi-Lecce , Manfredonia le politiche energetiche decise a Roma e che i pugliesi non sono disponibili a produrre nuove energie visto che già oggi l’80% di quanto prodotto serve al resto d’Italia. A questo ragionamento se ne può opporre uno opposto ma alla luce del sole, a viso aperto. Non nascondendosi, un pò vigliaccamente dietro il quorum”.
Per questo motivo – conclude la vice segretario- invito i segretari provinciali del PD ad attivare i circoli e ad organizzare punti di informazione, di incontro e di confronto, nelle piazze di Puglia, insieme ai movimenti ed alle associazioni che hanno scelto di dire “no alle trivelle”. Un dialogo di massa per mettere al centro la Puglia, i suoi interessi, il suo futuro.
Gli stessi eletti in parlamento e in consiglio regionale, prima di decidere se seguire le potenti sirene dell’astensionismo o andare a votare, è bene che siano perte attiva di questa mobilitazione che servirà anche ad ascoltare quei militanti che organizzano le campagne elettorali e vanno a cercare le preferenze in ogni competizione“.
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