Strade ed illuminazione, da una gara ne escono due.

Il residuo da ribasso del 33,123% su 109.000 euro produce 34.000 euro di risparmio per una nuova gara senza pubblicazione del relativo bando.

Cronaca/ di Redazione

Galatina – E’ partito dal 2014, dai tempi della Giunta Montagna (delibera di G.C. n.454 del dicembre 2014), un progetto dell’importo complessivo di 130.000 euro per dei lavori straordinari di rifacimento strade e pubblica illuminazione.

Ai giorni nostri, detto progetto, riesce ancora a far parlare di se. Seguiamo i fatti adeguandoli ai tempi. Per l’espletamento della gara passano circa due anni e mezzo. Bisogna, infatti, giungere nel maggio del 2017 affinché veda la luce la Determina della Dirigente dei LL.PP. di assegnazione dei lavori all’impresa Russo Luigi Unipersonale di Parabita.

Da un importo a base d’asta di 109.000 euro (diventano 130.000 con gli accessori) l’impresa Russo si aggiudica i lavori con un ribasso da urlo del 32,123%  corrispondente al lordo degli oneri di sicurezza a 77.414 euro. Già con questo primo dato ci sta da rabbrividire perché con un ribasso di tal fatta qualche cattivo pensiero non può evitare di insidiare nella mente non tanto per la serietà dell’impresa in questione quanto sull’accuratezza storica con cui in C.so Giuseppina Del Ponte vengono effettuati i controlli sui lavori.

Vedasi le innumerevoli brutture sparse in città in particolare in Corso Porta Luce, nel basolato del Centro Antico, nelle piste ciclabili con triciclo, in tutti i lavori eseguiti per allacci di gas ed acqua e via discorrendo.

Ritorniamo, comunque, ai lavori straordinari per strade ed illuminazione e ci ritroviamo, a distanza di  circa quattro anni alle prese con una delibera di G. C. ( la n. 230 dell’agosto 2018)  anch’essa un  po particolare.

In essa si legge che nel disciplinare di gara del bando originario è stato previsto che: ” potranno essere affidati, tramite procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara, lavori analoghi a quelli affidati con la presente procedura, conformi al progetto posto a base di gara  fino 

all’ importo pari all’economia riveniente dal ribasso d’asta offerto dall’aggiudicatario in sede di   gara (IVA esclusa), e comunque non superiore ad  34.000,00″.

E allora? Allora l’Amministrazione intende avvalersi ed utilizzare quei 34.000 euro residuati dalla precedente procedura, grazie al ribasso da capogiro, per affidare i nuovi lavori, analoghi e conformi al progetto posto a base di gara, per l’importo non superiore ad € 34.000,00 ed indicando come urgenti gli interventi in ordine di priorità della sostituzione dei vecchi pali di pubblica illuminazione corrosi in viale Beniamino De Maria e area adiacente destinata a parcheggio già caduti o a rischio di caduta e del rifacimento del manto stradale in viale Carlo Alberto Dalla Chiesa nei tratti  maggiormente dissestati.

Direte voi: “Ma se nel disciplinare del bando di gara era già prevista questa ipotesi/soluzione che bisogno ci stava di fare una nuova Delibera?”  Appunto, che bisogno ci stava? Sarebbe stato sufficiente procedere ad una rimodulazione del Piano economico originario (visto che non vi sarebbe stata alcuna variazione rispetto a quello originario) ed inserire, magari, come somme a disposizione dell’Amministrazione, il residuo proveniente dal ribasso di gara.

Un’ultima curiosità: “Ma come è riuscito chi ha stilato il disciplinare di gara del bando originario, ad azzeccare con precisione quasi al centesimo che il residuo proveniente dal ribasso d’asta sarebbe stato di 34.000 euro?”.

Questo è quello che si deduce leggendo la delibera n.230 del 28 agosto 2018.