Nonostante le proteste dei cittadini i 26 parcheggi di Piazza “F. Cesari” da ieri sono a pagamento.

Perché pulmini ed autisti della S. Nicola e del Comune sono adibiti al servizio del trasporto disabili dell’A.S.P?

Cronaca/ di Redazione

Galatina – Quando decidono bisogna dire che sono coerenti. Se poi si tratta di assoggettare ad ulteriori gabelle i cittadini sembrano essere ancora più coerenti.

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Codici: per i diamanti da investimento non c’è tempo da perdere.

Cronaca/di Comunicato stampa Codici

Famosi o meno, l’importante è che tutti i risparmiatori ottengano giustizia. Questo è il giudizio dell’Associazione Codici in merito agli ultimi sviluppi dell’inchiesta sui diamanti da investimento, che ha portato al sequestro preventivo di 700 milioni di euro da parte della Guardia di Finanza nei confronti di cinque banche e due società, ovvero Banco Bpm, Banca Aletti, Intesa Sanpaolo, Mps, Unicredit, Dpi e Idb.

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Xylella: Coldiretti Puglia, pieno appoggio ai vivaisti.

Ennesimo scaricabarile stavolta ad Avvocatura Regionale.

Cronaca/ di Coldiretti Puglia.

Pieno appoggio e sostegno di Coldiretti Puglia alla manifestazione dei vivaisti pugliesi che continuano a non avere le deroghe richieste per la movimentazione delle piante specificate nelle aree delimitate, nonostante il Comitato Fitosanitario Nazionale si sia chiaramente espresso favorevolmente in tal senso.

“La palla è passata all’Osservatorio Fitosanitario regionale e ‘l’obbligo di firma’ compete alla macchina burocratica regionale. Ci chiediamo che senso abbia avuto aspettare le risoluzioni del Comitato fitosanitario nazionale, se già si è pronti a metterle in discussione e a richiedere il parere dell’Avvocatura regionale per firmare o meno le deroghe? L’inaccettabile scaricabarile ha già mandato in fumo 10 milioni di euro di reddito delle aziende vivaistiche e 1000 posti di lavoro”, denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

“E’ incredibile che l’amministrazione regionale, pur di non firmare le deroghe – aggiunge il presidente di Coldiretti Brindisi, Filippo De Miccolis, che ha preso parte alla manifestazione dei vivaisti davanti all’Assessorato regionale – abbia avanzato la proposta di indennizzare le aziende. Ci chiediamo con quali soldi, poi. In altre parole le imprese vivaistiche dovrebbero decidere di smettere di fare impresa, aspettando con il cappello in mano di farsi indennizzare. I vivaisti, al pari di olivicoltori e frantoiani, non vogliono elemosine, vogliono solo avere la libertà di lavorare, produrre e fare reddito d’azienda”.

I vivaisti salentini, almeno quelli che sono riusciti a sopravvivere, hanno dovuto dedicarsi al giardinaggio o alle sole piante non specificate, mentre l’Osservatorio fitosanitario non sta rilasciando più neppure il registro dei passaporti per la movimentazione delle piante fuori dalle aree delimitate.

Una delle richieste avanzate da Coldiretti Puglia riguarda l’autorizzazione alla produzione e alla vendita, esclusivamente nelle aree infette, con opportuni strumenti di rintracciabilità, oltre che delle piante specificate anche delle piante ospiti riconosciute, o in via di riconoscimento da parte di avvalorati studi scientifici, resistenti o immuni alla Xylella Fastidiosa.

L’aria che tira

Veronica Romano:” Si guardi intorno signor Colaci scoprirà chi ha barattato e venduto il nostro territorio”

Rubriche/Opinioni/ di Veronica Romano

Gentilissimo Signor FRANCESCO COLACI,

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Cutrofiano/Finanziamenti per difendere il territorio

Cronaca/Ufficio Stampa Comune di Cutrofiano

Si è da poco conclusa la raccolta straordinaria di rifiuti pericolosi abbandonati in molte zone periferiche e rurali del paese, un lavoro accurato, frutto anche della collaborazione dei cittadini che hanno voluto segnalare gli abbandoni, ripristinando angoli di campagna divenuti piccole discariche abusive.

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Galatina/ Presentazione del libro “Polvere di Vita”

Venerdì 22 febbraio ore 18,30.

Eventi/ di Club per l’Unesco di Galatina

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L’Assemblea dei soci approva il consuntivo 2018

Sport/Volley/di Showy Boys

Domenica 3 febbraio si è riunita l’Assemblea ordinaria dei soci della Showy Boys A.S.D.. Come da convocazione del consiglio direttivo, i tesserati del club galatinese si sono ritrovati presso la sede legale per discutere e deliberare sui punti all’ordine del giorno: approvazione del progetto di conto consuntivo finanziario anno 2018, della relazione sulla attività sociale svolta e del progetto del bilancio di previsione economico-finanziaria.

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Gli U.18 SBV Olimpia Galatina si fermano ai quarti di finale.

Sport/Volley/di Piero de lorentis

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S. Caterina Novella: “Risposta ad articolo odierno “.

Essere quando bisognava esserci o esserci comunque? Veronica Romano e Francesco Colaci: correnti di pensiero diverso.

Rubriche/Opinioni/di Francesco Colaci
Resp.Dipartimento Turismo Forza Italia – Galatina

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Nuovi soci accrescono la famiglia della “Società Operaia” di Galatina.

Eventi/di Redazione

Cresce la famiglia della Società Operaia di Mutuo Soccorso di Galatina, sita in Via Umberto I n.34, nel centro Antico. E crescono anche le quote rosa.

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Trasformare in succhi di frutta 100% agrumi dell’arco Jonico

Un progetto pilota che nasce in collaborazione tra Coldiretti e la Lome Super Fruit.

Cronaca/ di Redazione

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Innovare è come respirare.

Secondo appuntamento alla scuola G. Pascoli della rassegna “La scienza e la tecnologia come non l’avete mai vista”

Eventi/ di Andrea Coccioli

Galatina – Il secondo appuntamento della rassegna ideata e realizzata dal gruppo STEM della scuola Pascoli di Galatina dal titolo “La scienza e la tecnologia come non l’avete mai vista” vede la partecipazione dell’ingegnere Stefano Santo Sabato Alle ore 9 del giorno martedi 19 febbraio sarà in conference call collegato con la Scuola PASCOLI, Primo Polo Galatina,  dalla Silicon Valley – California, l’ingegner Stefano Santo Sabato.

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S. Caterina Novella: “la battaglia perfetta”.

Non abbiamo “personale politico” per vincere questa sfida né nella nostra città, né nei paesi vicini.

Rubriche/Opinioni/ di Veronica Romano

Il “SANTA CATERINA NOVELLA”, continua ad essere un tema attuale, continua ad essere un tema politico attuale.
Tutti vogliono dire la “loro” tutti vogliono raccontare la loro versione, dare colpe o prendersi meriti.

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Terzo Forum di Art.1: Mezzogiorno, Autonomie locali ed Unità della Repubblica

Cronaca/ Politica/di Gino Veneziano

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Volley/Contro il Marigliano ad Efficienza Energia non basta il carattere.

Sport/Volley/ di Piero de lorentis

Trasferta in terra napoletana più dura del previsto, sin dalla vigilia, per Efficienza Energia; infatti la seduta di allenamento del venerdì aveva emesso verdetti negativi per Buracci, De Lorentis e il già infortunato Lotito che hanno saltato la trasferta, in quanto inidonei anche a sedere in panchina.

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Galatina/ “Per il S. Caterina Novella non bastano le intenzioni servono fatti”

Cronaca/Politica/ di Antonio Garzia componente direttivo PSI Galatina

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“Noviziato”

Molti dei concetti assorbiti sono rimasti in me, ma molto spesso mi è sfuggita la trama.

Rubriche/PensieriParole/di Marino Giannuzzo

È  vero, lessi molto durante quell’anno che corse dal settembre 1960 al settembre 1961, anzi moltissimo. Era l’anno dedicato alla riflessione per dare a se stessi una risposta per la vita che si sarebbe aperta dinanzi a noi, ragazzi tra i 17 e 18 anni di età: era il Noviziato.

Un santo uomo, anzi un santissimo uomo, che veniva chiamato Maestro, provvedeva a inculcarci le opere di pietà e l’avviamento alla preghiera per noi stessi e per il mondo intero. Io ero incerto sulle decisioni da prendere: essere un buon predicatore e pescatore di anime per il regno di Dio oppure essere un uomo valido nella società per me e per altri che non conoscevo e che non sospettavano neppure la mia esistenza in vita.

Ero indeciso e indeciso rimasi per tutto quel periodo. In certi momenti lo ritenni un periodo che trascorreva inutilmente per me e per altri miei confratelli, ma dovevo resistere in attesa di decidere quale via intraprendere. Di fatto trascorse tutto l’anno senza che nessuno di noi potesse toccare un libro di studio, fosse di matematica o di geometria, di storia o di geografia, di storia dell’arte o di latino o di greco, secondo l’inclinazione di ciascuno.

Dopo un mese di una tale vita, si potrebbe dire sedentaria, dovetti inventarmi qualcosa per non annoiarmi. La sera si andava a letto presto, anche se non si aveva sonno. Il campanello squillava per tutti, e tutti contemporaneamente ci si ritirava nella propria stanzetta di tre metri per quattro per meditare, si diceva, sempre dopo essersi fustigati con il cilicio che ognuno aveva provveduto a costruirsi con della corda, attrezzo che in seguito ho visto rifiorire in mano di mio figlio e dei suoi amici per giocare e per barattare con altri giochi. Ora avevano, o gli avevano dato, il nome di scupidù.

Nel fervore di quell’età non era raro ferirsi, fino a farsi schizzare il sangue, nelle parti colpite da quell’arnese, che in genere erano la schiena e le natiche, perché parti più soggette ad essere castigate e quindi fustigate.

Tuttavia, dicevo, io trovai un modo per non annoiarmi. Meditavo, riflettevo, seguivo, per quanto ero capace, le regole, ma non ero nelle condizioni di rispettare totalmente le regole del silenzio. Non con gli individui con cui ero costretto a trascorrere alcuni momenti delle mie giornate, con i quali non ci creavamo grossi problemi, vivendo in una comunità di semi-sepolti vivi volontari. Mai nessuno ci obbligò a restare in quel luogo, anzi talvolta quel sant’uomo del Maestro ci suggeriva di abbandonare baracca e burattini, se stavamo soffrendo più di quanto le nostre forze e la nostra volontà ci permettevano.

Durante l’ora del pranzo, durante la quale, a turno, si leggeva un brano di un buon libro di opere pie o la biografia di qualche santo illustre, mentre tutti si era intenti ad ascoltare e a mangiare ciò che la Provvidenza forniva, e bisogna dire che non ci faceva soffrire la fame e ci trattava meglio di tanti giovani della nostra età, fuori da quelle mura, io, con una scusa qualsiasi, di tanto in tanto, a distanza di alcuni giorni o di qualche settimana, mi allontanavo dal refettorio, come se una necessità corporale mi chiamasse altrove e correvo per le scale, al piano di sopra, dove una biblioteca ben fornita mi presentava i migliori testi di letteratura italiana e mondiale. Era sufficiente uno sguardo frettoloso, individuavo tre o quattro romanzi, li nascondevo tra la tonaca e il petto, sempre correndo giungevo nella mia stanzetta, li nascondevo sotto la coperta del letto, o altrove, secondo l’opportunità del momento, e ritornavo in refettorio ansante e atteggiando la persona alla più naturale espressione di serenità, almeno così ero convinto.

Quest’operazione si ripeté molte volte durante quell’anno. Nessuno ebbe da chiedermi spiegazioni ed ebbi, ed ho sempre avuto, l’impressione che nessuno se ne fosse mai accorto, salvo la possibilità che chi se ne sia accorto mi abbia lasciato fare, per motivi che non ho mai sospettato esistessero.

Fino ad allora le mie letture si erano aggirate attorno a Giulio Verne con Ventimila leghe sotto i mari, attorno a Emilio Salgari con I Pirati di Mompracem o con la Tigre della Malesia o con Robinson Crosuè o con decine di testi del genere Avventura, adatti a quella mia età. Un romanzo corposo era stato I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni, ma per motivi di studio, non per libera scelta.

Invece ora mi si presentava l’opportunità proibita di leggere per mio piacere tutti quei romanzi, spesso posti all’indice dalla Chiesa Cattolica, da cui eravamo tenuti a distanza perché potevano essere occasione di cattivi pensieri e quindi di peccato. Non ritenni mai di commettere peccato nel leggere ciò che per vari anni mi era stato vietato. Fu così che, talvolta a mia insaputa, incontrai William Sakespeare, se non con tutte, almeno con svariate opere. In lungo e in largo conobbi Luigi Pirandello, Giovanni Verga, Luigi Capuana con Il marchese di Roccaverdina, Gabriele D’Annunzio, Antonio Fogazzaro, Paul Verlaine, Victor Hugo, Leone Tolstoi, Cechov, Turgheniev ed altri ed altri ancora…. Lessi tutto ciò che riuscii a leggere di quei nomi che erano il mio ideale da raggiungere forse con le mie opere…un giorno.

Naturalmente dopo il primo viaggio in biblioteca per quelli successivi mi ero mentalmente organizzato che correvo verso la mia stanzetta, afferravo quanto già letto e correvo a depositarlo per fornirmi di nuove letture. Fu un anno intenso di mondi sconosciuti, di personalità del passato, che molto avevano detto e insegnato al mondo intero, e molto dissero e insegnarono a me.

L’impresa però non era così semplice come potrebbe apparire a chi non ha vissuto simili vicissitudini e in simili condizioni. A me appariva rischiosissima e forse proprio per questo mi impegnai ogni volta per la sua buona riuscita senza alcuna conseguenza. Nella più fortunata delle ipotesi avrei subìto una punizione corporale o psicologica, o, in altra, catastrofica, l’espulsione in tronco dal Noviziato, con la conseguenza della interruzione degli studi per gli anni a venire, che era stato il mio primo, e poi fu l’ultimo obiettivo di tante privazioni a cui mi ero sottoposto, non potendo permettermelo le condizioni economiche della famiglia di mio padre, che era convolato a nuove nozze dopo la morte di mia madre, quando avevo compiuto da pochi giorni i miei sette anni.

L’impresa più ardua fu poter leggere tutto quel materiale in quell’anno senza farmi scoprire. Di giorno non potevo permettermi di leggere perché la porta d’ingresso, benché chiusa, era senza chiave, senza chiavistello e con la possibilità di poterla aprire dall’esterno per una eventuale ispezione, che ad onor del vero non avveniva mai, e non avvenne mai. Ma questa affermazione posso farla soltanto oggi, in quel periodo le mie supposizioni, le mie ipotesi e i miei timori furono tutt’altri. Dovetti quindi inventarmi qualcosa.

Come gli altri confratelli anch’io nella mia stanzetta avevo un tavolino per leggere salmi, vecchio e nuovo testamento, opere pie o per scrivere qualche riflessione che scaturiva dalla lettura. Il mio tavolino aveva un cassetto incorporato. Ai due lati del cassetto, sotto il piano operativo, vi erano due supporti in legno per ciascun lato, non visibili esternamente. Su entrambi gli spazi introdussi una scatola di cartone per scarpe con uno dei lati minori eliminato in modo da potere introdurre e ritirare agevolmente uno dei libri ivi custoditi. Ma non sempre potevo correre il rischio di leggere di giorno. Talvolta me lo permettevo in alcune ore pomeridiane, quando si era nell’ora di riposo consigliata e concessa per dormire, in quanto tutte le notti, in piena notte, c’era la sveglia per recarsi in Coro, alle spalle dell’altare della chiesa, per le orazioni per circa mezz’ora. Poi si ritornava a letto fino all’ora della Messa del mattino. A quell’ora, ero quasi certo, tutti dormivano.

Il mio lettino ad una piazza era fornito di una spalliera alta e di una pedaliera un po’ meno alta. Con dello spago legavo sugli spigoli in alto di entrambe gli angoli della coperta, per mezzo di una non lunga prolunga introducevo sotto di essa una piccola lampada elettrica e in tal modo leggevo le opere sottratte momentaneamente alla biblioteca.

Mi si aprivano mondi sconosciuti. Fagocitavo quanto riuscivo da quei libri, ne ero impregnato fino alle ossa. Talvolta leggevo per il gusto di leggere pensando a ciò che avrei letto successivamente. Quando mi fu possibile presi l’abitudine di redigere un breve riassunto di ciò che avevo letto, il che mi aiutò per un po’ di tempo ad avere presente la trama e i personaggi, con una scrittura minuta per non occupare molto spazio. Anche questi scritti venivano nascosti negli scatoli per scarpe, sotto il piano del tavolino. Mi hanno accompagnato per alcuni decenni nel mio vagabondare. Saranno in qualche carpetta negletta e abbandonata in attesa che qualcuno li usi per accendere legna in un camino. Certamente non lo farò io: sono una parte della mia esistenza.

Molti dei concetti assorbiti sono rimasti in me, talvolta anche alcune frasi, come se le avessi copiate, ma molto spesso mi è sfuggita la trama, se non trattenuta in modo superficiale. Mi sarebbe piaciuto far parte di quel mondo di scrittori e poeti.

Ci ho provato, ma ritengo che le mie capacità siano modeste. Molto modeste.

“CINEMA MOOD QUARTET”, un viaggio tra colonne sonore e tanghi.

Domenica 17 febbraio alle ore 20.30, Circolo Arci Levèra, via Bellini 24 Noha di Galatina

Eventi/di Circolo Arci Levèra

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Nuovo riconoscimento della presidenza nazionale Fipav alla Showy Boys

Sport/Volley/di Showy Boys

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Dedicata a “Manuel”

“Quella brutta sera Dio si è distratto”

Rubriche/PensieriParole/ di Piero D’Errico

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