Category: Opinioni (Page 1 of 6)

Come eravamo…come siamo!

Una foto, un articolo o un racconto ci ricorda com’eravamo… e ci ricorda anche come oggi siamo.

Rubriche/Opinioni/di Veronica Romano

Caro Direttore,

rivedo quei tempi solo attraverso racconti e per quel poco che posso capire, erano tempi di grande splendore, di grandi iniziative, di lucidità politica.                        

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Il gatto e la volpe

Rubriche/Opinioni/di Piero D’Errico

Perdonatemi se torno ancora sull’argomento, ma la cosa mi sembra così interessante e così intrigante che proprio non riesco a fare a meno.                        Ritorno sull’argomento, poi giuro mi taccio, per l’infinita meraviglia che mi dà, vedere un Governo essere contemporaneamente maggioranza e opposizione.

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Analisi illogica

Rubrica/Opinioni/di Piero D’Errico

Per prima cosa, FORZA ITALIA, dovrebbe cominciare a fare un’ opera di pulizia senza precedenti al proprio interno e non nascondersi anche davanti a spiacevoli e chiare evidenze dietro la parola spesso abusata del “garantismo”.

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Avevamo la speranza

Rubriche/Opinioni/di Veronica Romano

“Nonna, raccontami com’era la città ai tuoi tempi, quando tu eri giovane.Spiegami come funzionavano le cose, parlami del lavoro, della politica della gente”.

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Contrastare la violenza ed il crimine con le sue stesse armi .

La tecnologia offre gli strumenti necessari tocca alla volontà politica utilizzarli adeguatamente.

Rubriche/Opinioni/di Dante De Ronzi

La violenza corre veloce il contrasto è lento e sempre in ritardo

Vi ricordate quanto fece discutere qualche anno fa l’iniziativa del nostro amato concittadino vescovo di Oria Mons. Vincenzo Pisanello per aver donato un gran numero di tablet alle sue parrocchie ?

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Il Fatto

La fortuna di avere uno zio Sindaco

Rubriche/Opinioni/di Veronica Romano

Non avrei aperto bocca se “il fatto” fosse avvenuto alla luce del sole.

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Come finanziare i parenti senza che nessuno (forse) se ne accorga.

Rubrica/PensieriParole/di p.z.

C’era una volta…le favole cominciano sempre così vero?

E allora c’era una volta la prima Repubblica. In quella prima Repubblica, dicono, che tantissimi politici fossero poco onesti anzi diciamo pure corrotti. Dicono che usassero i soldi pubblici per finanziare parenti ed amici e per arricchire se stessi in barba ai cittadini che li avevano votati ed eletti.

Come facevano? I modi erano tanti e tutti diversi tra di loro. Ve ne raccontiamo uno di piccolo spessore come lo era peraltro il politico in oggetto che si credeva (a torto) molto furbo ma poi ogni volta cascava come fanno gli asini.

I politici di quel tempo, ed il nostro in modo particolare avevano, un solo problema ed era quello che nessuno si accorgesse delle loro malefatte e pertanto dovevano inventarsi ogni volta sotterfugi e strategie varie. Eravamo ai tempi del boom economico ed in Italia di denaro ne circolava tanto.

Cosa faceva il nostro politico corrotto di riferimento, che in seguito chiameremo solo politico, per “foraggiare” i propri parenti senza che nessuno se ne accorgesse?

Faceva organizzare delle manifestazioni e metteva a disposizione del denaro pubblico per accontentare la pletora di questuanti di cui si circondava ed a cui aveva chiesto ed ottenuto i voti. Con alcuni di essi la distribuzioni dei pani e dei pesci la poteva fare alla luce del sole. Non esteva, infatti, alcun conflitto di interessi nel finanziare un amico teatrante portatore di voti.

Per altri, i parenti, la cosa era un più difficile. Per aggirare l’ostacolo il nostro politico faceva finta di ordinare un lavoro, uno scritto, del materiale pubblicitario o uno spettacolo ad un soggetto terzo consenziente e questo doveva passare lavoro e compenso al parente del politico.

In questo modo il politico si illudeva di poterla fare sempre franca fregando cosí gli ignari cittadini…invece si sbagliava.

Per spiegare meglio il metodo facciamo finta che quello del nostro politico fosse un parente che gestiva un’agenzia pubblicitaria. Egli affidava fittiziamente il servizio ad un’altra agenzia di un Comune lontano, che poi avrebbe usufruito di altri favori, con l’accordo segreto che avrebbe lasciato lavoro e compenso al suo parente.

In questo modo nessuno si sarebbe mai accorto del “foraggiamento” fatto al parente. Si sa però che il diavolo fa le pentole ma poi dimentica i coperchi perchè l’errore è sempre dietro l’angolo specie poi se politico e parente quel poco di intelligenza a loro disposizione la sprecano tutta in stupida furbizia un pò come quell’oste avido e stupido che mischia il vino con l’acqua pensando che nessuno se ne accorga.

Volete sapere come la furbata venne scoperta? Nella maniera più banale di questo mondo. Il materiale di propaganda fu fatto stampare dal parente del politico presso una tipografia dello stesso loro paese natale. Soltanto che, per quella stupidaggine di cui parlavamo prima, la parente non contenta dei soldi voleva anche l’onore e firmò con il proprio “marchio” il materiale propagandistico che avrebbe dovuto invece essere firmato dalla società a cui era stato affidato l’incarico.

Oltretutto ad incastrare il politico vi fu il fatto che alla tipografia la fattura del materiale stampato dal parente fu pagato dalla società a cui era stato affidato fittiziamente l’incarico nonostante il parente avesse firmato il materiale come opera propria.

Era una partita di giro: io do i soldi a te e tu li giri al mio parente che farà il lavoro e prenderá i soldi che non posso assegnargli direttamente. Però ti intesti la fattura della stampa e mi porti quindi la pezza giustificativa che i soldi sono stati spesi da te. Così il conflitto di interessi era aggirato ma qualcuno, proprio, grazie a quella firma del parente sul materiale scoprí l’inganno e lo denunciò.

Durante la prima Repubblica si dice che in tanti usavano di questi metodi sino a quando come raccontato in questo esempio non furono beccati e pagarono il fio. Allora la smisero pure di raccontare al popolo che tutto quello che facevano lo facevano esclusivamente per amore della propria cittàa solo e soltanto per quello.

La prima Repubblica è stata per fatti del tipo di quello raccontato cosi’ tanto demonizzata che ancor oggi, ai tempi della terza repubblica, se si vuole offendere politicamente qualcuno si continua ad usare l’apposizione di “democristiano” o “craxiano”.

A parte la stupidità di chi continua ancora a voler fare di tutte le erbe un fascio vorrei chiedere a questi stessi personaggi : “Siete veramente convinti che oggi, nella terza Repubblica, questi soggetti con le stesse strategie e la stessa mentalità siano del tutti estranei all’attuale politica?’

L’Aumento Felice

Rubriche/Opinioni/di Veronica Romano

La straordinaria “vivacità creativa” dell’Amministrazione Amante & CO. non finisce più di sorprenderci.

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Condividere le Diversità

Rubriche/Opinioni/di Piero D’Errico

Alcuni, sminuendo forse per invidia il “ruolo” dagli stessi contraenti
rivestito, li chiamano “Sandra & Raimondo”, io invece scelgo per loro
un paragone di levatura più internazionale, che rievoca un film di qualche
anno fa ma sempre attuale, come: “ La guerra dei Roses”.

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Le miserie della politica

Non andiamo nella verde Umbria, guardiamoci intorno, attenti a chi si professa il “nuovo che avanza”

Rubriche/Opinioni/ di Veronica Romano

All’Umbria, alla rossa Umbria tocca essere ora coinvolta in un’indagine giudiziaria sulla gestione della “sanità” e su quel che una gestione corrotta e deviata della politica ha prodotto.

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Il Mediterraneo

Rubriche/Opinioni/di Piero D’Errico

Il giorno in cui non leggerete da questi fogli alcuna mia lettera che parli del dramma della “immigrazione”, vorrà dire che mi hanno tolto di mano tutte le penne oppure che ho anche io il diritto di non essere stupido e quindi di cambiare idea.

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Il buon esempio

“Giusto l’appello dei responsabili locali di Legambiente per evitare tentativi di strumentalizzazione politica da parte di chi non avendo né arte né parte, cerca meriti che non ha”.

Rubriche/Opinioni/di Veronica Romano

Trovo che in questo paese privo di una qualsivoglia iniziativa/idea, dove si sopravvive grazie a ricordi di un passato andato a pezzi, l’iniziativa di Quotidiano e Legambiente, sia un segnale di grande utilità e altrettanta socialità.

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Voleva uccidere la felicità.

Rubriche/Opinioni/di Piero D’Errico

Si è nascosto ed ha osservato attentamente per una ventina di minuti chi passava davanti a lui.

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Non è un film

Rubriche/Opinioni/di Piero D’Errico

Pronto Signore, ci stanno rapendo” cominciava così con voce impaurita, la telefonata al 112 di RAMY che insieme ad altri 50 bambini era sul pullman su cui, come lui lo chiamava, il “guidatore” aveva versato della benzina e con un coltello in mano pronunciava parole minacciose nei loro confronti, dopo averli legati.

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La straordinaria tribù indigena del Borneo

Rubriche/Opinioni/ di Veronica Romano

A pensar male non è peccato, solo che a volte si corre il rischio che quel “pensar male” prenda forma e sostanza.
Sono certa, non è il nostro caso e comunque “tantu pe sugnà, pe fa qualcosa”,
consentitemi di riprendere un articolo della “redazione” di questo giornale.

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Elezioni fuori stagione

Rubriche/Opinioni/di Piero D’Errico

Non ricordo un solo giorno, passato senza sentire uno dei due vice premier pronunciare parole rassicuranti, “TROVEREMO UN ACCORDO”, al popolo preoccupato.

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La fidanzata di cittadinanza

Per giorni ci hanno torturato su TAV – SI e TAV – NO

Rubriche/Opinioni/di Veronica Romano

Oggi sulla ONG italiana ferma al largo di Lampedusa, mentre dal porto fanno segni per ricordare al comandate, il ben noto Luca Casarini, che il PORTO E’ CHIUSO.

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Siate disubbidienti

Rubriche/Opinioni/di Piero D’Errico

Non si è ancora spento l’eco della grande manifestazione del: FRIDAY FOR FUTURE e perdonatemi se insisto, vorrei solo aggiungere qualcosa a quanto già detto.

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Greta “Friday for future”.

Rubriche/Opinioni/di Piero D’Errico

Quando per la prima volta dalle pagine di questo giornale e non, ho parlato di Greta, Greta era una ragazzina sola e sconosciuta e da sola combatteva.

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Natura Morta.

“E’ proprio vero, chiamarle fioriere è proprio esagerato”

Rubriche/Opinioni/di Veronica Romano

Sono passata così, incuriosita, per vedere un po’ le fioriere che dividono la Basilica di SANTA CATERINA D’ALESSANDRIA dal Comune.
Fioriere che in una lettera al giornale, corredata da foto, un attento e riflessivo lettore, descriveva come una specie di “natura morta”, arte che tra l’altro apprezzo molto.

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