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Racconti Sotto l’Ombrellone: “L’Aria Aperta”.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Se un giorno qualunque a qualcuno venisse in mente di formare un gruppo, un circolo, un club a cui fare aderire quelli che vivono per l’estate e a cui per logica dare il nome QUELLI DELL’ESTATE, io voglio esserci.

Letture Sotto l’Ombrellone: “La gioia addosso”.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Parlo di un luogo abbastanza piccolo, che si riempe completamente di gente d’ estate e si svuota completamente finita l’estate.

Lontano dal paese più grande e con due sole famiglie stabili che restano lì per tutto l’anno.

Letture Sotto l’Ombrellone: “Azzurra”.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Benedetta nostalgia, quando sono in giro con mia nonna e passo davanti a una scuola o a una Chiesa, cominciano i ricordi e i racconti.

Letture Sotto l’Ombrellone: “Trentuno di Agosto”.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

La mia casa era a metà strada tra la spiaggia e il bar che frequentavo e non per le cose buone che faceva o meglio non solo per quelle.

C’era infatti dietro il bancone a porgere con dolcezza ed eleganza ciò che il cliente sceglieva, una mia coetanea che quell’anno avevo tutta la buona intenzione di conoscere.

Letture Sotto l’Ombrellone: “Da un po’ te lo volevo dire”

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Caro papà, sono a scuola, seduta all’ultimo banco vicino alla finestra di un’aula troppo seria e triste, in uno degli ultimi giorni di scuola.

Tutta colpa delle Stelle.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Ma che romantici che eravamo, scrivevamo “TI AMO” sulla sabbia e “il vento a poco a poco” cancellava tutto oppure arrivava un’onda più lunga lasciando del TI AMO, solo qualche lettera.

Letture Sotto L’Ombrellone: “Pizzeria 51”.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Non c’era volta durante i miei pochi studi del “commerciale” che di fronte a qualche anche piccola difficoltà, non abbia pensato o forse anche detto: “queste cose non mi serviranno a un cazzo”.

Letture Sotto l’Ombrellone : “Però…Ci penso”.

Rubriche/PensierParole/di Piero D’Errico

Non c’era un solo angolo in quella stanza molto grande, in cui non si respirava sofferenza.

Letture sotto l’ombrellone: “Le Foto di Piero” (Ultima parte).

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico.

Erano passati un po’ di anni, la vita scorreva nella sua solita normalità con i suoi tanti piaceri e i suoi tanti dispiaceri.

Letture sotto l’ombrellone: “Le foto di Piero” (quarta parte).

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Cominciai così :

Era l’età degli “innamoramenti” e in quella classe eravamo tutti più o meno innamorati.

Letture sotto l’ombrellone : “Le Foto di Piero” (terza parte).

Rubriche/Pensieri/Parole/di Piero D’Errico.

Il tempo della “spensieratezza” era solo un lontano ricordo, da lì a breve, gli anni sarebbero “rotolati” ma avrebbero avuto sempre la loro bellezza, una bellezza diversa che di solito si incrocia con preoccupazioni e rinunce.

Letture sotto l’ombrellone: “Le Foto di Piero” (seconda parte).

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Mi ritrovai in divisa, in una divisa che un sarto del luogo aveva adattato alla mia misura, per farmela stare a “pennello”.

In realtà non stavo male, solo il basco nero in testa, a dir poco, lo odiavo.

Letture sotto l’ombrellone: “Le foto di Piero” (prima parte).

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Quella cazzo di curva dell’angolo più avanti casa mia che ogni giorno “prendevo” un centinaio di volte, quella volta la “presi” male.

La bici si piantò sul marciapiede ed io andai a sbattere la testa contro il muro.

Letture sotto l’Ombrellone: “L’ultimo giorno di Scuola”.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Capitò tutto  in una giornata lenta e inutile, in una giornata che si trascinava di ora in ora in una noia mortale e si avviava a scomparire senza lasciare traccia, quando un postino, veloce come un folletto uscito da un racconto, mi consegnò una lettera.

C’era il sole.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

All’improvviso il  “respiro” fu al centro di ogni discorso, all’improvviso c’eravamo accorti che “respirare” non era affatto scontato.

Un giorno e mezzo.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Me ne andai in un giorno di primavera, né caldo né freddo, uno di quei giorni che ho sempre preferito.

Il fuoco di un camino.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Questa lettera è stata scritta a dicembre del 2001. E’ rimasta conservata e solo ora pubblicata.

Dedico queste poche righe a tutte le persone che non stanno bene, per tutte le volte che di loro non ce ne siamo accorti o peggio ancora per tutte le volte che di loro ce ne siamo fregati, per tutte

La risata triste di un clown

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Questa “lettera” è stata scritta nel febbraio del 2002. Conservata e pubblicata solo ora.

A quattro passi da casa mia, un po’ di anni fa,  forse tanti anni fa, o  forse troppi anni fa, quando ancora il cemento non aveva preso il sopravvento sulle città, c’era sdraiato uno spazio così verde e aperto che quando ci camminavi sopra ti dava un senso di libertà, ti faceva correre, saltare, giocare.

Il mio primo appuntamento.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Sia benedetto il giorno che sono nato” pensai appena sveglio, quel giorno.

L’ultima luna.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

All’inizio della pandemia, aveva già compiuto da qualche giorno

ottant’anni.

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