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La Giostra

“Le campagne elettorali anni 80? Ben altra cosa”

PensieriParole/di Piero D’Errico

Ore ed ore davanti ad una tastiera a commentare quello che altri hanno detto o fatto, magari a cercare quel pezzo di importanza mai avuto.

Siete invecchiati ragazzi (!), siete diventati vecchi inseguendo la tastiera  di fb, non oso immaginare il grigiore delle vostre giornate, la tristezza della vostra vita.

Mi chiamo Ucraina. 2^ parte.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

L’umore era cambiato, non c’era più in noi quell’aria festosa che si spingeva ben oltre la nostra età.

A Milano non avrei saputo che fare, dove andare, non pensare e per   questo decisi di tornare al mio paese.

“Mi chiamo Ucraina”.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Eravamo in piazza SAN BABILA, quando ascoltammo l’accorato appello di una madre, una richiesta d’aiuto, un accento straniero, una voce che tremava.

Ed io che ero già a Milano per passatempo, in giro senza meta con quel mio amico del luogo, fui attraversato da un brivido lungo la schiena.

Era il Primo giorno di primavera.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Era la primavera di due anni fa e avremmo cantato volentieri                 “Maledetta primavera”, mai canzone mi sembrò così appropriata.

La Teoria dell’osteria.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Avevo a mano a mano maturato una convinzione e questa convinzione mi girava e rigirava nella testa per gran parte del giorno e qualche volta anche della notte.

La Guerra di Putin

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Conoscevo la guerra, quella raccontata da mio padre e da mia nonna.

Ore ed ore passate ad ascoltare un po’ incuriosito e un po’ impaurito,         il racconto di un pezzo di vita passato tra il rumore di spari e di bombe.

Domani sarai ancora con me, ci sta da salvare la pace.

Rubriche/PensieriParole/di Ninì De Prezzo.

I venti di guerra, provenienti da Est, ritornano a far sventolare la bandiera: snella nella sua leggerezza, bella nel suo trucco multicolore, porta con sé i segni della sue fatiche. Ma è sempre lì, a ricordarci che la PACE va salvata. Che la Pace è un bene assoluto di cui dobbiamo fare grande tesoro.

Cin…cin…

Mentre il “mondo dei nati nel posto fortunato” festeggiava il nuovo anno, lei moriva assiderata insieme alla sua speranza.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Cercava soltanto una vita migliore, non era in cerca di chissà quale fortuna, sarebbe bastata la sola certezza di avere da mangiare, aver da dare da mangiare.

Gli Auguri mancanti.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Ai miei tempi duravano più o meno quindici giorni le vacanze di Natale  ed in quei quindici giorni toglievamo ogni freno alla nostra fantasia.

Avevamo così poco tempo che non riuscivamo mai a fare i “compiti delle vacanze” che rimandavamo puntualmente da un giorno all’altro.

Un anno e mezzo con il “Signore di Notte”, un giallo immaginario con personaggi realmente esistiti.

Indagini sullo sfondo della Venezia agli albori del XVII° secolo.

Rubriche/PensieriParole/di Gustavo Vitali

Oltre ai tradizionali festeggiamenti, la fine dell’anno coincide anche con i bilanci e non solo quelli economici. In particolare quello del libro Il Signore di Notte, un libro giallo ambientato nella Venezia del 1605, è insolitamente lungo perché abbraccia un periodo di diciotto mesi, cioè da quando è stato pubblicato.

L’ultima pagina del calendario.

Rubriche/Pensieri/Parole/di Piero D’Errico

Siamo arrivati all’ultima pagina del calendario, tra un po’ la strapperemo    e la butteremo -io, con forza- nel cestino.

E’ stato un anno sicuramente migliore del precedente, ma speriamo peggiore del prossimo.

Gli occhi neri di Dio.

Rubriche/Pensieri&Parole/di Piero D’Errico

La differenza è tutta qua: tra chi vuole salvare il Natale e chi invece cerca  di  salvare la propria vita.

Perdonatemi se a distanza di pochi giorni, torno su un argomento già trattato ma il fatto è che certi avvenimenti hanno la forza di scuotermi così tanto, da sentire il bisogno di fare qualcosa.

Parole D’Amore.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Centomila incontri e tutti come fossero il “primo”.

Centomila incontri tutti uguali al primo, stessa gioia, stessa ansia, stessa attesa, stessa emozione.

Racconti Sotto l’Ombrellone: “L’Aria Aperta”.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Se un giorno qualunque a qualcuno venisse in mente di formare un gruppo, un circolo, un club a cui fare aderire quelli che vivono per l’estate e a cui per logica dare il nome QUELLI DELL’ESTATE, io voglio esserci.

Letture Sotto l’Ombrellone: “La gioia addosso”.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Parlo di un luogo abbastanza piccolo, che si riempe completamente di gente d’ estate e si svuota completamente finita l’estate.

Lontano dal paese più grande e con due sole famiglie stabili che restano lì per tutto l’anno.

Letture Sotto l’Ombrellone: “Azzurra”.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Benedetta nostalgia, quando sono in giro con mia nonna e passo davanti a una scuola o a una Chiesa, cominciano i ricordi e i racconti.

Letture Sotto l’Ombrellone: “Trentuno di Agosto”.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

La mia casa era a metà strada tra la spiaggia e il bar che frequentavo e non per le cose buone che faceva o meglio non solo per quelle.

C’era infatti dietro il bancone a porgere con dolcezza ed eleganza ciò che il cliente sceglieva, una mia coetanea che quell’anno avevo tutta la buona intenzione di conoscere.

Letture Sotto l’Ombrellone: “Da un po’ te lo volevo dire”

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Caro papà, sono a scuola, seduta all’ultimo banco vicino alla finestra di un’aula troppo seria e triste, in uno degli ultimi giorni di scuola.

Tutta colpa delle Stelle.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Ma che romantici che eravamo, scrivevamo “TI AMO” sulla sabbia e “il vento a poco a poco” cancellava tutto oppure arrivava un’onda più lunga lasciando del TI AMO, solo qualche lettera.

Letture Sotto L’Ombrellone: “Pizzeria 51”.

Rubriche/PensieriParole/di Piero D’Errico

Non c’era volta durante i miei pochi studi del “commerciale” che di fronte a qualche anche piccola difficoltà, non abbia pensato o forse anche detto: “queste cose non mi serviranno a un cazzo”.

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