Quando alla normale utenza di fine settimana si aggiunge il mercatino dell’antiquariato la situazione diventa critica.

IMG_20141022_120826Cronaca/Galatina/ di p.z.

Galatina – Città della cultura? Sarà pure, ma se gli standard di misura del grado o della qualità della cultura di una città fossero i bagni pubblici allora siamo ai minimi sindacali.

Sono state numerose le segnalazioni pervenute in redazione sullo stato di (in)efficienza e di usufruibilità dei bagni pubblici in piazza Alighieri. Dire che trattasi di una struttura da definire quasi all’avanguardia non è esagerazione.

Contempla anche ciò che poche altre cittadine della provincia possono permettersi ossia un bagno pubblico per disabili. Tanto da obiettare invece sulla manutenzione e sullo stato di salute dei bagni stessi.

Sono stati realizzati nel 2000 , frutto di un accordo contrattuale con l’allora sindaco Antonica, dagli attuali gestori del Bar delle Rose e donati al Comune che diventandone  proprietario aveva l’ incombenza della manutenzione e delle pulizie.

Da tre mesi manca completamente l’illuminazione. Tutte le lampadine sono fulminate mentre quelle di emergenza sono state rubate. Né si può dire che, chi di competenza, non sia stato avvisato. Numerosi cittadini, compresi esercenti commerciali del posto, dichiarano di aver avvisato più volte  uffici ed ufficiali comunali. Non è successo niente. Dopo il peregrinaggio della lampada votiva del monumento ai caduti è cominciato  ora quella dei bagni pubblici.

Ma perché a Galatina anche le cose semplicissime diventano difficili? Si tratta di sadismo, masochismo, autolesionismo  o di cos’ altro?

Ma chi in concreto è deputato alla manutenzione ed alle pulizie della struttura? Essendo un bene di proprietà comunale la competenza dovrebbe ricadere in capo al Dipartimento dei Lavori Pubblici il quale non ha tra il suo personale né elettricisti, ne addetti alle pulizie , né alla manutenzione. Pertanto il tutto è stato affidato in appalto alla Premiere Servizi la stessa che ha  il personale in stato di agitazione per via della riduzione del loro stipendio e la quale a sua volta ha trasformato nel proprio organico alcune figure professionali tra cui proprio gli elettricisti.

Ed allora? Allora non esiste oggi come oggi tra il personale del Comune e ditte appaltanti una figura professionalmente idonea  per andare a sostituire 4 lampadine fulminate nel bagno pubblico. Roba da ridere se non ci fosse da piangere.  Ad essere malpensanti  vien da pensare che tra i fatti possa esserci un sottile e diabolico disegno che potrebbe essere  quello di spingere la gente all’ esasperazione, alla protesta tanto da  giungere in un secondo momento ad affidare il servizio  in appalto piuttosto che risolverlo con le risorse a disposizione ed a minor costo.

Anche perché di questi tempi molte son le voci si stanno diffondendo soprattutto dalle parti del LL.PP.

Tra RUP,  aiutanti Rup, direzioni lavori è un continuo vociare.

Anche il discorso delle pulizie lascia spazi a tante negatività. Il servizio viene effettuato una volta al giorno, la mattina. Provate ad immaginare come son ridotti i bagni nel pomeriggio e peggio ancora la sera. Il sabato e la domenica poi sono chiusi. Anziani e turisti o circolano col sacchettino o sono costretti ad invadere bar e negozi.  Domenica scorsa col mercatino dell’antiquariato son state tante e tali le bestemmie davanti alle porte dei bagni chiusi  che se caso mai qualcuno dei nostri amministratori, in modo particolare dalle parti dei LL.PP., aspirasse al Paradiso sappia già che è  cosa assai poco probabile.

Tutto ciò sapete perché? Perché alla Premiere Servizi il monte minimo di ore lavorative, per lavoratore, è di 20 ed è spalmato su 5 giorni lavorativi  per cui il sabato e la domenica nessuno apre nè pulisce i bagni. Restano  sporchi dal venerdì  al lunedì mattina. Provate ad immaginare il loro stato ed il buon odore alla riapertura. Tutto ciò può succedere anche grazie al capitolato d’oneri del servizio di pulizia degli immobili comunali che non ha assolutamente previsto tali situazioni e quindi la Premiere può gestire come vuole e come meglio crede.