
Cronaca/di Redazione
Ogni tanto succede di dover prendere atto di alcune decisioni organizzative sconcertanti nell’organizzazione dei servizi di Poste Italiane. Naturalmente non si parla di decisioni prese da singoli uffici periferici ma di quelle adottate dalle sfere “colà dove si puote ciò che si vuole”.
Ora se è concepibile che in quanto azienda (relativamente) privata abbia il profitto come obiettivo, se è concepibile che per fare ciò debba anche esternalizzare una determinata quantità di servizi perché all’azienda costano meno, è meno concepibile, però, che questa esternalizzazione venga effettuata senza un successivo controllo presso l’utenza sulla qualità del servizio ricevuto o su eventuali disservizi che abbia potuto provocare.
La cosa si presenta ancora più fastidiosa al cittadino se è conscio che qualsiasi decisione possa impunemente essere presa, anche in maniera capotica e senza alcun conseguenza, visto il regime di monopolio in cui opera Poste italiane.
Nello specifico della vicenda di cui ora si parla, ossia l’esternalizzazione del servizio di consegna della posta raccomandata gestito in città dalla Nexive società la cui sede periferica è in Galatone alla via Luciana Spagna n.41, ha fatto superare a tanti il limite di sopportabilità.
“Nel passato – ci dichiara un cittadino particolarmente agitato ed innervosito dalla situazione – si passava sopra anche ad eventuali disservizi derivanti dalla presunta dichiarata assenza del destinatario al momento della consegna della raccomandata, in quanto era sufficiente recarsi al più vicino ufficio postale e ritirarla. Ora, però, la musica è alquanto diversa”.
La diversità consiste nel fatto che il cittadino trova l’avviso di mancata consegna con su scritto che per ritirare la raccomandata deve recarsi a Galatone presso la sede della Società. Una volta giunto sul posto trova una fila non indifferente di tutti i potenziali assenti al passaggio dell’addetto alla consegna.
“Tutta gente – ribadisce il nostro interlocutore- che giura di non essersi mossa da casa durante tutta la mattinata. Sentissi le bestemmie di chi è per la decima volta in pochi giorni essere costretto a quella fila. Ieri ci stavano un foltissimo gruppo tutti di Galatina. Tutti assenti da casa o qualcosa non quadra?”.
Una domanda che andrebbe rivolta ai responsabili della Società gestore, in alternativa alla direzione delle Poste e Telecomunicazioni e magari anche ai nostri amministratori affinché, nei limiti delle loro competenze e possibilità, tramite contatto informativo, tentassero di capire se possa essere individuata una soluzione alternativa al problema o quantomeno chiedere un maggior controllo sulla qualità del servizio di consegna. E poi, naturalmente, cosa in cui hanno dimostrato essere particolarmente bravi, informare i cittadini delle risultanze.
Non dovrebbe essere, dunque, cosa particolarmente difficoltosa anzi potrebbe essere un’occasione per dimostrare che i problemi e le criticità, Sindaco ed Assessori, li vogliono vivere e tentare di risolvere insieme.
Forse è chiedere troppo, ma si tenta!