Intanto il costo del servizio di manutenzione ordinaria del verde pubblico lievita di oltre il 60%.

Cronaca/ di p.z.

Il comune di Galatina ha appaltato attraverso il mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione il servizio di manutenzione ordinaria e programmata del verde pubblico per 4 mesi .

La gara è stata effettuata con aggiudicazione del “minor prezzo” mediante ribasso per un importo complessivo di € 100.000,00, di cui € 77.452,23 soggetto a ribasso.

Il Servizio è stato affidato alla ditta G. SCAVI SRL Acquaviva
delle Fonti
aggiudicataria della gara con un ribasso del 32,00% sull’importo posto a base di gara.

Fin qua, ribasso a parte, è “quasi” tutto normale. Le stranezze cominciano dopo.

Vinta la gara la G. Scavi srl comunica all’Amministrazione di volersi avvalere della possibilità di subappaltare parte delle attività del servizio, (decespugliamento, potatura alberi, innaffiamento concimazione e taglio manto erboso) fino alla concorrenza massima del 30% del costo del servizio che rappresenta la percentuale massima concessa dalla legge.

Azienda prescelta per affidare il subappalto è la ECOM srl.

La risposta ricevuta dall’Amministrazione è stata negativa in quanto la Ecom è stata azienda partecipante alla gara d’appalto e come tale incompatibile.

la G. Scavi cambia direzione e sceglie la ditta Punto Verde di Musarò Alessio con sede legale in Galatina alla via Stella n.24.

Fatte le dovute rilevazioni l’Amministrazione concede il proprio nullaosta al subappalto.

La vicenda già da queste prime fasi pone alcune riflessioni.

Come mai una Azienda che giunge ad un ribasso esorbitante del 32% per aggiudicarsi la gara può successivamente spingersi a subappaltare parte del lavoro rinunciando ad una fetta consistente del ricavo?

La G. Scavi srl ha partecipato veramente convinta di volersi aggiudicare un lavoro per il proprio bene proprio e per quello dei propri lavoratori?

Pensiamo di no sopratutto alla luce di quanto operato successivamente dalla società barese.

Infatti oltre ad aver subappaltato il 30% dei lavori alla ditta Musarò non si è dimenticata della ditta Ecom assumendo per “distacco” alcuni lavoratori dipendenti della Ecom che peraltro vanno a lavorare con i mezzi della vecchia azienda di appartenenza come documentato dalla prima foto in alto a sinistra.

Queste assunzioni per distacco sembrerebbero quasi un escamotage per superare i vincoli imposti dalla legge. Fosse come le immagini documentano ci si chiederebbe dove sono i controlli ed i controllori degli uffici comunali?

Come faranno dopo un ribasso del 32% a guadagnarci tutti qualcosa dalla torta a disposizione? Perché sembrerebbe proprio strano che l’unica a non guadagnarci nulla possa essere proprio l’azienda barese. Che avrebbe partecipato a fare?

Un”ultima cosa, non in ordine di importanza, da rilevare.

Sino a pochi mesi fa la gestione del suddetto servizio era svolto dalla ditta “Ambiente & Verde” per un importo annuo che si aggirava sui 180.000 euro.

Al netto del ribasso, oggi, un quadrimestre del suddetto servizio ci viene a costare 100.o00 euro che moltiplicati per n. 3 trimestre danno un costo annuo di 300.000 euro. Sono ben 120.000 euro in più.

Potrebbe esserci qualche servizio aggiuntivo rispetto al passato ma difficilmente potrebbe giustificare un aumento di oltre il 60% rispetto ad un recentissimo passato. Sopratutto rispetto ad una Amministrazione che ha sempre dichiarato di voler privilegiare nelle gare d’appalto il contenimento del costo rispetto alle migliorie.