cavern

Eventi/di Redazione

6 gennaio 1957: apre al n. 10 di Mathew Street, a Liverpool, il Cavern Club, celebre per aver ospitato 292 esibizioni dei Beatles. Del club originale non rimane quasi nulla, venne in parte demolito; Il Cavern Club riaprì il 26 aprile 1984, in una vera e propria riproduzione del vecchio locale, con addirittura gli stessi mattoni. Ogni agosto, il Club diventa il cuore pulsante dell’International Beatle Week Festival, durante il quale tribute band dei Beatles di tutto il mondo si danno appuntamento a Liverpool per esibirsi.

palach16 gennaio1969: lo studente di filosofia cecoslovacco Jan Palach, si dà fuoco in piazza San Venceslao a Praga ai piedi della scalinata del Museo Nazionale. Si cosparse il corpo di benzina e si appiccò il fuoco con un accendino. E’ divenuto il simbolo della resistenza anti-sovietica del suo Paese. Dopo il crollo del comunismo e la caduta del Muro di Berlino, la sua figura è stata rivalutata: nel 1990 il presidente Václav Havel gli dedicò una lapide per commemorare il suo sacrificio in nome della libertà. Nel 1989 gli venne intitolata la piazza nel centro di Praga fino ad allora dedicata all’Armata Rossa. Oggi, molte associazioni studentesche, anche di sinistra, lo ricordano come una persona morta in nome dei suoi ideali, e non sono pochi i circoli di giovani dedicati a lui.

scià16 gennaio1979: l’ultimo scià dell’Iran, Mohammed Reza Pahlevi, si rifugia in Egitto. Dopo l’entrata in guerra degli Stati Uniti la gestione logistica del corridoio persiano passa agli americani. I britannici mantengono il controllo delle risorse petrolifere. Durante il suo governo costruisce un regime sempre più assolutista e filo-occidentale che porta alla rivoluzione islamica del 1978 e al rovesciamento da parte dell’Ayatollah Khomeini.

scalfaro16 gennaio1994 il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro scioglie le Camere ma respinge le dimissioni dell’esecutivo, che resterà in carica fino all’insediamento del nuovo Parlamento. Finisce così la Prima Repubblica determinata dall’inchiesta di “mani pulite”. La distinzione tra prima e seconda Repubblica, introdotta in ambito giornalistico e divenuta poi di uso comune, è formalmente scorretta, poiché considera come elemento di discontinuità una trasformazione dell’assetto partitico, e non un cambiamento di regime.