OLYMPUS DIGITAL CAMERAdi Rosanna Verter

Contestualmente l’Avanguardia Giovanile Fascista invia al Comm. Prefettizio un ordine del giorno, votato la sera del 17 febbraio 1925, nel quale evidenzia che il comitato non ha portato a termine l’incarico ricevuto e lo si sollecita perché… presto sorga il ricordo eterno e il simbolo di devozione verso chi eroicamente lasciò la propria vita per il bene e la grandezza della Patria.

Un gruppo di ex combattenti e di nobildonne, con a capo donna Lina Mongiò, anima del comitato,  presieduto dal dr. Vito Vallone si costituisce in Comitato per realizzare quanto la città chiede. In una lettera autografa il dr. Vallone scrive al concittadino Gaetano Martinez per invitarlo a presentare un bozzetto, che sarà giudicato dal comitato unitamente ad altri già pervenuti. Ciò scatena l’ira del Martinez che, come si legge nelle righe di una pur garbata lettera dattiloscritta, è convinto che £ 60.000  siano troppo poche per un’opera d’arte.

Invitatemi, suggerisce Martinez, a concorrere con i migliori scultori pugliesi, cioè limitando l’invito a Cipariello, Maccagnani e Bortone… solo con codesti artisti mi sento di provarmi e quindi accettare l’invito con entusiasmo. Ma il Comitato non accetta il consiglio e l’orgoglioso scultore galatinese sceglie la via del sacrificio piuttosto che quella dell’umiliazione. Tra i progetti presentati il Comitato approva quello del prof. Torquato Tamagnini, direttore della Casa per la scultura Corinthia di Roma, il cui  nome è legato ad una ricca produzione di monumenti commemorativi.

Viene scelto tale progetto perché non rappresenta un episodio tragico della guerra, ma un evento militare con l’alto senso della vittoria.  Il prof. Tamagnini, nel giugno del 1925, fa pervenire al dr. Vallone, oltre ad alcune foto del monumento, anche uno studio prospettico delle aiuole della piazza che lo dovrà accogliere. Il monumento, realizzato per la parte architettonica in travertino, ha una base di 8 mq con tre gradini, ha una altezza totale di dodici metri e ai lati inclinati quattro grandi lastre con incisi i nomi dei nostri eroi. Dalla base s’innalza la colonna quadrata sulle cui facce sono incisi altri nomi; sul lato sud, in basso, un austero soldato, alto due metri, in posizione di riposo, ma con occhio vigile e con fierezza leonina, rappresenta la forza che deve proteggere la marcia trionfale verso vasti orizzonti.  Il soldato imbraccia un fucile con la mano destra, mentre in cima alla colonna si staglia una maestosa figura femminile, in peplo, con elmo e scudo che rappresenta l’Italia vittoriosa. Ha il braccio destro proteso verso l’alto ed innalza, sorreggendola, un’asta con i simboli romani: un’aquila aggrappata ad un piccolo stendardo che riporta l’acronimo S.P.Q.R.. Considerati gli anni in cui l’opera viene realizzata, si dice che simboleggi Roma in marcia verso la grandezza. Infatti, alla base del monumento, con pietre bianche, è riportato il motto ROMA DOCET, che è la sintesi di tutto il monumento.

Nel novembre del 1925, Tamagnini scrive a don Vito Vallone dicendogli di aver studiato parecchi particolari da collocare sul fregio superiore, ma tutti sono risultati meschini di fronte alla grandiosa mole del monumento. Perciò si decide di coprire interamente, con un grandioso bassorilievo, il grande piano corrispondente a quello davanti al quale figura la statua del fante. Tale bassorilievo, raffigurante la classica quadriga della vittoria, sarà la sintesi delle gesta compiute dal soldato italiano, rappresentando una più completa armonia che anima il monumento.

Per tale lavoro vengono chieste £ 3.000, somma di cui il Comitato al momento non dispone; oltretutto la richiesta è ritenuta eccessiva, a meno che nel prezzo non rientri l’incisione dei nomi dei caduti. Tamagnini è irremovibile anche perché si tratta di incidere 6.000 caratteri al prezzo di 0,50 £ cadauno. La città ormai sa che il monumento sta per essere realizzato e Salvatore Tartaro, volendo contribuire all’imperitura memoria, offre il trasporto gratis del materiale dalla ferrovia ed una riduzione del 3% sull’importo e stima dei lavori che verrà ad eseguire.

(Domani la terza ed ultima parte)